Dove eri, e che facevi quell’estate in cui divenne eroe nazionale, portando l’Italia a suon di gol (sei) a due passi dalla vittoria del Mondiale di casa? Ciascuno ha una risposta diversa, ma la colonna sonora è la stessa: «Un’estate italiana», evocativa di notti magiche.
Salvatore Schillaci è morto ieri, aveva 59 anni. Si è arreso a un tumore che aveva combattuto con coraggio. È - e resterà - tra i pochi uomini in grado di fermare la storia di un popolo all’esatto incrocio con la propria, in un preciso punto del tempo. Le speranze di un Paese e della sua gente - all’affaccio dell’ultimo decennio del secondo millennio - che s’intersecano con i sogni di un venticinquenne centravanti siciliano con gli occhi sgranati dopo aver fatto gol.




