L’ex portiere del Brescia Gigi Brotto compie 90 anni

Quando i portieri indossavano la maglia numero 1, le formazioni si recitavano come le filastrocche dei bambini, Sarti, Burgnich, Facchetti… Quella del Brescia della promozione in serie A, dopo 18 anni di attesa, cominciava con Brotto, Fumagalli, Mangili... Oggi Luigi Brotto compie novant’anni.
L’esordio in maglia biancazzurra a Messina, 0-0, il 20 settembre 1959, altro 0-0 la settimana dopo, a Taranto, e stesso punteggio nella «prima» al nuovo Rigamonti, inaugurato ufficialmente con il match contro il Marzotto Valdagno. «Abbiamo avuto ieri il più bel guazzabuglio circolatorio che una metropoli possa vantare in una vorticosa ora di punta» scriverà all'indomani il cronista sul Giornale di Brescia. La partita non risulterà ugualmente movimentata, ma il portiere uscirà imbattuto per la terza giornata consecutiva.
Un’altra epoca
È l’epoca in cui in città si concludono le manifestazioni per il centenario della battaglia di Solferino, per le cui celebrazioni sono venuti a Brescia anche il presidente delle Repubblica Gronchi e il generale De Gaulle. Il disco più venduto dell’anno è «Arrivederci» di Marino Barreto, ma fra i giovani spopola «Il tuo bacio è come un rock» di Celentano. Brotto però ha altri gusti musicali: al Lido di Venezia, dove era nato, cantava nel coro della parrocchia e quando si traferisce in biancazzurro continua a coltivare la passione al Franciscanum. Gli dicono che è bravo e che potrebbe entrare a far parte del coro del Teatro Grande.
Professionista serio, come è da giocatore, prende qualche ulteriore lezione e si presenta in Corso Zanardelli per un’audizione: canterà le opere per più di quindici anni, compresa l’Aida alla Fenice di Venezia. Qui teatro a voi stadio.
Il calcio
A giocare a pallone aveva cominciato nell’Excelsior di Venezia, prima di passare al Torino dove aveva fatto l’esordio in Serie A il 5 giugno del 1955, contro la Fiorentina (2-2). L’anno seguente una sola partita con i granata, allo Stadio dei Centomila, non ancora Olimpico, contro la Roma: un miracolo sul tiro di Da Costa, ma non sulla ribattuta di Prenna, che raddoppia a 10’ dalla fine per il 2-1 dei padroni di casa.
Alla fine di quella stagione, il Torino di Annibale Frossi lo cede al Modena, dove rimane tre stagioni, collezionando più di settanta partite. Lo 0-0 in viale Piave del 18 gennaio 1959 lo mette sui taccuini degli osservatori bresciani che, a fine campionato, propongono al Modena la scambio dei portieri: Brotto per Balzarini.
A Brescia
Nei suoi 11 campionati con il Brescia, 259 partite in totale, gli vengono di volta in volta proposti come alternativa, Gianvito Geotti, Pino Moschioni, Fabio Cudicini, Ernesto Galli, Lamberto Boranga. Alla fine, da questi confronti sportivi uscirà quasi sempre lui come numero 1. Nella stagione della promozione in A (1964/1965) 38 partite su 38 da titolare. L’ultima con la V sul petto, il 28 settembre 1969, al Rigamonti contro il Cagliari prossimo campione d’Italia: 2-1 per i sardi, gol di Domenghini e Riva. Non ci poteva essere inchino più onorevole.
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