Le dieci giornate del Brescia per un posto nella storia play off

Eccoci alle ultime, fatidiche, dieci giornate. Quelle che per Brescia rappresentano la storia, anche se in questo caso, non si parla di resistenza all’invasore austriaco e di palle di cannone, ma di palloni ben meno grevi. Però pesanti per il destino delle rondinelle.
Trenta punti in palio per definire una classifica finale che, in questo momento (ci perdonerà Rolando Maran) ci fa guardare solo avanti con quel settimo posto attuale occupato da Bisoli e compagni.
Dieci partite da affrontare fifty-fifty tra casa e trasferta e che, almeno sulla carta, riservano le maggiori insidie nelle prossime cinque, dovendo tra le altre i biancoblu incrociare la capolista Parma (venerdì sera al Tardini), il Catanzaro e il Venezia, cioè tre delle prime sei dell’attuale graduatoria.
Un finale quindi, e ribadiamo sulla carta, più soft dove il Brescia dovrà giocarsela con quattro (Ternana, Spezia, FeralpiSalò e Lecco) delle (attuali) cinque squadre che chiudono la classifica e con il vantaggio di disputare tre match al Rigamonti ed uno sul vicino campo neutro di Piacenza per il derby con la Feralpi. Senza considerare che questo rush finale potrebbe mettere di fronte agli uomini di Maran avversarie già spacciate matematicamente, sempre considerando però di doverne incontrare altre con il coltello fra i denti per far salva la pelle.
La storia
Dieci giornate che, nelle ultime stagioni, hanno sovente rappresentato, in bene o in male, qualcosa di importante per il Brescia: pensiamo alla primavera del 2017 quando il subentrato Gigi Cagni portò alla salvezza all’ultimo una squadra che pareva destinata alla retrocessione o alla compattezza della banda Corini che nel 2018-2019 resistette a Lecce e Benevento e andò a prendersi l’ultima serie A.
O alla cavalcata del Brescia del primo Clotet con il tecnico spagnolo arrivato sulla panchina nel febbraio 2021 e capace di una rincorsa imprevedibile che portò la Leonessa dalla zona salvezza al primo turno play off. E se vogliamo, anche la tragica annata scorsa che in mancanza di quel sussulto di vita nel finale sarebbe stata tragedia vera con la squadra che, senza aver agganciato lo spareggio play out, oggi starebbe giocando in terza serie.
Ma visto che abbiamo aperto guardando avanti, continuiamo a farlo. E allora, diciamo subito che nelle ultime dieci annate - cioè da quando sono stati decisi gli spareggi play off a sei squadre (tra la terza e l’ottava classificata) - chi si trovava al settimo posto a dieci giornate dal traguardo finale, per otto volte ha centrato l’obiettivo spareggi-promozione.
L’ha fatto il Parma l’anno scorso (finì 4°), il Chievo nel 2020-21 (8°), lo Spezia 2018-19 (6°), il Venezia nel 2017-18 (playoff da 5°), il Cittadella nel 2016-17 (6°), Il Pescara nel 2015-16 (4°) e nel 2014-15 (7°), il Latina nel 2013-2014 (addirittura da 3°). Solo il Frosinone nel 2021-2022 (finì 8° con il Perugia, ma passarono gli umbri per gli scontri diretti) e la Salernitana nel 2019-20 (terminò al 10° posto) mancarono l’accesso alle sfide-promozione. Un buon viatico per continuare a guardare avanti in dieci giornate da Brescia.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@Sport
Calcio, basket, pallavolo, rugby, pallanuoto e tanto altro... Storie di sport, di sfide, di tifo. Biancoblù e non solo.
