Il (parziale) ritorno al clima di emergenza ha avuto i suoi effetti anche nel mondo del calcio; si coniano nuovi modi di dire («Standing ovation solo virtuale per André Silva perché si gioca a porte chiuse» abbiamo sentito dire durante una partita del Lipsia), ma soprattutto con gli stadi semivuoti più chiare si avvertono le indicazioni dell’allenatore e i bordocampisti possono comunicarle con più o meno chiarezza come ha fatto Marco Nosotti (Sky) durante Fiorentina-Genoa di lunedi sera. «Konko a Yeboah dice che in questa posizione, per il momento di fianco a destra, a differenza di Destro, quando è in fase di non possesso e sono schiacciati, lui deve dare una mano dentro, perché spesso Portanova da Odriozola viene portato basso e allora c’è bisogno di una mano per la palla a rimorchio».
Sorridendo ovviamente, ma devono averci capito poco anche i compagni di Yeboah vista che è poi finita 6-0 per i viola... I ranghi stravolti dai contagi hanno costretto gli allenatori a scelte estreme. Con un organico ridotto ai minimi termini, a un certo punto Gasperini, durante Lazio-Atalanta è stato sfiorato da una tentazione: «Si è voltato verso la panchina dopo l’infortunio di Miranchuk – ha spiegato Massimiliano Nebuloni su Sky - l’unico attaccante che ha trovato disponibile era Gritti che per ragioni anagrafiche non può più entrare. E così è toccato a Toloi».



