Devo un po’ ricredermi sulla Coppa Italia. Per tanti anni l’ho considerata un intermezzo a tratti fastidioso tra gli impegni di campionato e quelli delle coppe europee. Non aiutava certo l’atteggiamento di alcune squadre che prendevano l’appuntamento alla stregua di una amichevole in provincia. Gli stadi vuoti rendevano ulteriormente triste un rito che sembrava solo un dovere e diventava qualcosa di più solo dalle semifinali.
Agli stadi vuoti o quasi ci siamo invece abituati e tutto questo ha paradossalmente aiutato la coppa Italia a proporsi anche televisivamente in un modo meno imbarazzante rispetto al campionato e alle cugine maggiori d’Europa. Per misurare il valore di una competizione il primo parametro da prendere in considerazione è il suo albo d’oro. E la coppa Italia da questo punto di vista può gonfiare il petto e mostrare quarti di nobiltà autentica.



