Calcio

La missione play off del Brescia al via in cerca dei recuperi «pesanti»

La buona notizia alla ripresa è il ritorno in gruppo di Adorni, mentre Moncini si allena ancora in differenziato. Intanto si avvicina il rinnovo di Bjarnason, il futuro di Borrelli resta invece un’incognita
Gabriele Moncini è ancora in dubbio per Catanzaro - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
Gabriele Moncini è ancora in dubbio per Catanzaro - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
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Pronti, partenza: in cerca del via. In cerca di un pass che darebbe diritto d’accesso al «privé» dei play off, ovvero alle semifinali. Il Brescia è lì, che cova sotto la cenere dopo un ultimo tratto di strada da regular season che è stato fortemente accidentato tra una defezione e l’altra, tra un acciacco e l’altro. C’è da darsi una bella spolverata in vista della trasferta di Catanzaro dove l’obiettivo non potrà che essere uno e soltanto uno: la replica del blitz messo a segno il 23 dicembre scorso. Viceversa, arrivederci e grazie, appuntamento per un rilancio, invero ancora nebuloso nei contorni, nella prossima stagione.

Presente

Ma c’è il qui e ora. E dopo l’ultimo atto interpretato a un ribasso che non conoscevamo nell’era Maran. Un ribasso un po’ calcolato, un po’ scappato di mano perché titolari e riserve non coincidono nei valori e perché, come da sempre ripetiamo, questa squadra ha tre-quattro imprescindibili che se mancano sono guai.

Se Bari dunque è stata messa via come un «male necessario» da affrontare viste quelle che erano le condizioni di partenza, va da sé che l’adrenalina questa settimana deve tornare a scorrere nelle vene in quantità industriale. Non si respira certo aria di febbre da play off in città, ma certo nel «circolino» dei fedelissimi e dei sempre presenti che si stanno organizzando perlopiù in pullman, l’attesa è tanta. Lo stesso vale per gli abitanti della «bolla» di Torbole Casaglia, squadra e staff: la qualificazione ai preliminari play off rappresenta già un premio, ma perché accontentarsi? Ieri al centro sportivo è andato in scena il primo allenamento della settimana ed ha preso dunque ufficialmente il via la missione play off. Una missione che non può però prescindere dai recuperi cosiddetti «pesanti».

Il punto

L’occhio di bue è puntato su Davide Adorni e Gabriele Moncini. Per il primo ci sono buone notizie. Ieri il difensore ex Cittadella si è infatti allenato in gruppo e i riscontri sono stati positivi. Attualmente indossa ancora il tutore alla mano alla quale ha subito l’infortunio agli sgoccioli della gara con lo Spezia, ma è più una precauzione che altro: Adorni è dunque da considerare della gara di sabato.

Rappresenta invece ancora una «grande boh» Gabriele Moncini, sempre alle prese con la gestione di un problema muscolare che gli procura noie e fastidi. Anche ieri l’attaccante pistoiese si è allenato in differenziato. C’è un cauto ottimismo rispetto al fatto che Moncini, risparmiato a Bari dopo aver dato tutto (compresa una doppietta) contro il Lecco, possa riuscire a partire per Catanzaro, ma è chiaro che la partita non può essere preparata sulla sola speranza. Maran sa dunque che deve disegnare un piano A e un piano B.

Adorni e Moncini dunque come aghi della bilancia, anche degli umori. Già l’idea del recupero del primo infonde coraggio: anche per lo stesso Cistana, da quando questi è rientrato dall’infortunio, giocare con o senza Adorni al fianco da la differenza. Inutile soffermarsi poi sul significato della presenza o meno di Moncini per un attacco più che spuntato e nel quale il terzo cannoniere dopo lo stesso «Moncio» (10), il fuori causa Borrelli (9) è un centrocampista, Bjarnason, a quota 5. Nell’insieme, a parte i punti di domanda, Maran può perlomeno contare su una maggior freschezza di due pedine come Paghera e Jallow.

Bjarnason verso il rinnovo

Trentasei anni (a giorni) e non sentirli. Oppure, un po’ sentirli, ma gestirli puntando su una grande tempra e un fisico curato negli anni: così Birkir Bjarnason è riuscito in questa stagione a ritagliarsi un ruolo da protagonista salendo persino sul podio dei marcatori di squadra con cinque gol. Mettendo insieme (fino a qui...) 37 presenze (quasi il 60% delle quali da titolare) su 38 partite.

Come dire: il «Vichingo» si è meritato sul campo la prolunga di un anno di contratto (con riduzione dello stipendio). Bjarnason lo aveva già chiesto qualche mese fa e ora la società, dopo aver meditato sul da farsi, sarebbe pronta a sciogliere le riserve: si va quindi verso il rinnovo. Fermo restando che Bjarnason, punto di riferimento per leadership, non sarà certo un elemento da considerare fondante in un undici titolare, bensì un elemento della rosa importante, ma da calibrare negli utilizzi a seconda delle necessità.

Sul tavolo c’è il tema del riscatto o meno di Gennaro Borrelli. Il Brescia ha abbastanza fretta di sentire il Frosinone per capire quale soluzione si potrebbe trovare, se si può trovare per spostare più in là il pagamento del dovuto. Cellino vorrebbe confermare il prestito aggiungendo un obbligo di riscatto da far scattare nel 2025. Ma occorre prima che i ciociari terminino la loro stagione fortemente a rischio serie B. Inoltre, c’è anche una possibile variabile: il diesse Angelozzi, plenipotenziario dei ciociari, potrebbe cambiare «maglia» (è accostato alla Samp). Se ci fosse un rimescolamento di carte dirigenziali, il Brescia si ritroverebbe senza l’interlocutore col quale i rapporti sono ottimi e occorrerebbe attendere il successore. Con la situazione Borreli in stand by, non ci saranno problemi per Lorenzo Dickmann il cui riscatto dalla Spal per circa 250.000 euro è da considerare cosa fatta.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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