Calcio

Il fantasista del Breno controfigura ne «Il Divin Codino»: «Quando mi ricapita di essere Baggio?»

Federico Tomaselli gioca nella squadra camuna di serie D e ha fatto la controfigura dell’attore che interpreta Roberto Baggio
Federico Tomaselli in campo con la maglia del Breno - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it
Federico Tomaselli in campo con la maglia del Breno - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it
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Essere Roby Baggio. Che non sarà, almeno a livello di qualità cinematografica, come «Essere John Malkovich», ma crea di sicuro una certa emozione. Dalle parti di Breno molti avranno riconosciuto un volto noto nella fiction prodotta da Netflix «Il Divin Codino», uscita nel 2021 e andata in onda su Mediaset martedì sera: il volto di Federico Tomaselli, fantasista dei camuni classe 1996, scelto come controfigura dell’attore che interpreta Baggio, ossia Andrea Arcangeli.

«Non è la mia prima esperienza nel cinema. Da bambino ho fatto qualche apparizione ne “I Cesaroni” o in “Un medico in famiglia” - racconta Tomaselli, romano doc - ma l’estate del 2020, quando è stato girato questo film, me la porto nel cuore. Io sono laziale, ma Roby Baggio è di tutti. E dirò di più: ogni volta che finivamo di girare, e io indossavo la maglia azzurra, molte comparse o anche curiosi mi aspettavano e volevano farsi un selfie con me. Alcuni di loro erano persino commossi, perché raccontavano che per loro Baggio non era solo un campione di calcio, ma un ricordo di pagine indelebili della loro vita».

Come sei stato scelto?

«Quell’anno i campionati erano stati sospesi a febbraio per il Covid. Io giocavo in serie C portoghese, nell’Algarve, con la maglia dell’Olhanense allenata da Edgar Davids, ma in estate torno sempre a Roma, perché mi metto a disposizione per camp di calcio a livello giovanile. Un amico che si occupa di mandare comparse o controfigure in fiction o serie tv che prevedano scene di sport mi ha chiamato, spiegandomi il progetto del film “Il Divin Codino”: l’attore principale era un po’ troppo gracile sulle gambe e così, per le scene fisiche e di gioco, serviva appunto un alter ego. Mi hanno fatto il provino, qualche palleggio e due tre cambi di direzione e mi hanno preso. E’ stata una grande emozione».

Quello che non tutti sanno è che Federico compare spesso nel film.

«Le riprese sono state accelerate a causa del Covid, che ha compresso i tempi utili, così per tre settimane Arcangeli e io abbiamo girato in contemporanea, lui le scene recitate, io quelle di campo. È difficile vedere differenze tra il sottoscritto e l’attore, perché la mattina alle ore 6 ci sottoponevamo a sedute di trucco ed uscivano identici. Magia del cinema, io di certo mi sono divertito. Quando mi ricapita di essere Baggio?».

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