Quando il 31 agosto 2008, alla prima giornata di campionato, il Palermo fu sconfitto per 3-1 a Udine, con perfetta scelta di tempo - in linea col personaggio - il presidente Maurizio Zamparini subito esonerò Colantuono chiamando Ballardini. Nello stesso torneo, dopo cinque domeniche, dopo lo 0-2 a Lecce, col Cagliari a 0 punti, tutti si chiesero perché il presidente Massimo Cellino non avesse ancora fatto altrettanto con Allegri.
Giornali e tv, in quei giorni, furono impietosi col tecnico, tanto che tutti lo accolsero negli studi e fecero titoli sui quotidiani sempre con la stessa frase: «C’è poco da stare Allegri». Invece l’allenatore rimase, chiuse la stagione al nono posto, alle spalle dello stesso Palermo, partito con ben altre ambizioni. È anche per intuizioni come queste che in Sardegna conservano ancora un ottimo ricordo del presidente che ha condotto il club dal 1992 al 2014, quasi sempre in A e con picchi ragguardevoli come la partecipazione alle semifinali di coppa Uefa (1993-94) e a quelle di coppa Italia (1999-2000, 2004-05).



