Calcio

Il Brescia e il potenziale bivio sul futuro: nell’offerta sul tavolo non c’è Torbole

La proposta di circa venti milioni di un fondo straniero prescinde dal centro sportivo. Cellino disposto ad affittarlo
Massimo Cellino - © www.giornaledibrescia.it
Massimo Cellino - © www.giornaledibrescia.it
AA

Il Brescia e, soprattutto, Massimo Cellino se non sono arrivati a un bivio ci sono molto vicini. Tutto dipende. Da che dipende? Il riassunto che aiuta a fotografare lo stato dell’arte è molto semplice.

Direttamente sul tavolo del presidente del club di via Solferino è arrivata un’offerta per acquisire il 100% delle quote della sua società di poco inferiore ai 20 milioni. Per mesi, nei suoi frequenti viaggi tra Brescia e Londra, l’imprenditore sardo si è speso in colloqui alla ricerca di qualcuno interessato al suo club, preferibilmente per avviare una «partnership» che potesse poi in un secondo momento sfociare in un passaggio di mano completo. Questo era il piano ideale - vagamente «modello Leeds» - nella testa di Cellino. Ma se in tal senso non è maturato nulla (un dialogo di questo tipo era stato avviato con il gruppo messicano di Helù che era principalmente interessato al discorso stadio, ma poi non se n’è fatto nulla e non si è mai arrivati a nessuno step concreto), l’aver mosso le acque ha comunque prodotto un certo interesse attorno al Brescia. In particolare, di un fondo straniero - gli indizi, dato che le «generalità» sono coperte da patto di riservatezza conducono al Nord America e a una realtà che ha già delle ramificazioni nello sport - che come abbiamo raccontato nell’edizione di ieri ha rotto gli indugi con concretezza.

Massimo Cellino e i professionisti che lavorano per lui hanno già verificato che chi si è fatto avanti ha le carte in regola. Ma questo non basta per andare oltre e iniziare a negoziare «ufficialmente» tra la proposta di cui sopra (poco meno di 20 milioni) e una richiesta tra i 23 e i 25 milioni. Cellino ha infatti richiesto un deposito cauzionale a garanzia non tanto di solidità economica (quella è già stata appurata), ma di serietà: procedere a questa mossa significherebbe vincolare del denaro poi non così facilmente svincolabile, o almeno non in tempi stretti, se la trattativa non andasse a buon fine. Se dunque la richiesta di Cellino (che negli ultimi tempi con gli emissari dell’offerente ha avuto diversi appuntamenti tra Milano e Firenze) venisse ottemperata significherebbe che nessuno vuole perdere tempo.

Tempistiche

Anche perché proprio il tempo, in caso, sarebbe poco: i subentri societari avvengono infatti al massimo (ed è già tardi) a ridosso delle sessioni di mercato, per avere modo di pianificare. Tra l’altro non c’è ancora stato nessun accesso ai conti, cosa che in caso di decollo di una trattativa per forza di cose dovrebbe avvenire: ma questo aspetto, a livello di tempistiche, non preoccupa perché è chiaro che chi ha formulato l’offerta ha già una visione molto chiara della situazione. Tanto è vero che l’offerta non si discosta di molto dalla richiesta iniziale: una due diligence, in una situazione di bilanci in ordine - con peraltro voci di credito come quello relativo a Tonali nel passaggio Milan-Newcastle -, senza esposizioni bancarie e che tra l’altro in tempi recenti (nell’ambito dei guai giudiziari che hanno riguardato Cellino) è passata al vaglio del tribunale, sarebbe poco più di una formalità.

Il particolare

Un altro dettaglio che è emerso, riguarda il fatto che il centro sportivo di Torbole Casaglia - che non è in pancia al Brescia bensì alla Eleonora Immobiliare - non farebbe parte del pacchetto. La struttura sarebbe dunque oggetto di trattativa separata. Ma Cellino ha aperto anche alla possibilità di iniziare da un affitto. Ci sono questioni oggettive ed economiche, ma sul piatto c’è anche un piano «emotivo» da tenere in considerazione riguardo a come una situazione molto fluida possa effettivamente evolvere. Occorre che si incastrino diverse situazioni. Ovvero: posto che maturino pure le condizioni per arrivare a un’intesa economica, serve anche che Cellino abbia già un piano B per sé: il calcio è la sua vita, non si sente ancora pronto per stare con le mani in mano e per questo è alla ricerca di un’opportunità in Inghilterra. «È molto molto stanco e anche la sua famiglia lo caldeggia a lasciare se si verificherà la possibilità» ripetono dal suo entourage, ma non va sottovalutato l’orgoglio dell’imprenditore che potrebbe avere il cruccio di non lasciare il Brescia al top, sommato al fatto che la squadra sta vivendo un buon momento e che potrebbe regalare un finale di stagione inatteso. Di certo comunque, a prescindere, in crescendo e con la possibilità di costruirci sopra un progetto «a vincere». Ma il nodo è (anche) questo: Cellino si affiderebbe solo alle risorse prodotte dal Brescia in autofinanziamento, senza iniezioni di cassa extra: quindi con possibilità sì di aumentare la spesa, ma in maniera limitata. Insomma: tutto dipende. Ma stavolta è diversa dalle precedenti.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@Sport

Calcio, basket, pallavolo, rugby, pallanuoto e tanto altro... Storie di sport, di sfide, di tifo. Biancoblù e non solo.