Il Brescia con Bisoli nella tana di... Bisoli per giocarsi il jolly

Alle 18.30 il recupero contro il Südtirol in cerca di conferme e di un balzo a metà classifica
Erica Bariselli

Erica Bariselli

Giornalista

Il Brescia verso il terzo e ultimo recupero contro il Südtirol - Foto NewReporter/Nicoli © www.giornaledibrescia.it
Il Brescia verso il terzo e ultimo recupero contro il Südtirol - Foto NewReporter/Nicoli © www.giornaledibrescia.it

Ancora in viaggio, con in tasca il jolly del terzo e ultimo recupero. Con i primi due, con Modena e Palermo, sono stati giocati malissimo.

Modena e Palermo, ovvero le tappe che hanno aperto la crisi e chiuso la gestione Gastaldello. La tappa odierna, col Südtirol (ore 18.30 a Bolzano), può invece rappresentare l’occasione per decretare la vera svolta sotto l’ombrello di Rolando Maran dopo il gustoso assaggio di sabato scorso a Pisa.

Il Brescia deve confermarsi e dimostrare, prima di tutto, che oltre alla scossa emotiva, c’è molto di più. E che una prestazione di nervi e sostanza, di intensità e corsa, non è stata frutto del caso. Ma è difficile davvero che di caso si sia trattato perché al di là dell’atteggiamento, si sono scorti principi e concetti. Si è vista una idea ben precisa attorno alla quale è stato poi costruito tutto il resto. La chiave, Maran l’ha fatto girare in un centrocampo che oggi ritrova anche il suo figlio più atteso, vale a dire il capitano Dimitri Bisoli. Che ha fatto di tutto e di più per non mancare a quello che per lui è un appuntamento dentro l’appuntamento: il faccia a faccia con papù Pierpaolo e col fratello Davide (che lavora nello staff del Südtirol).

Tra loro ci saranno il solito bacio, il solito abbraccio, la solita carezza: ma poi sarà battaglia per prevalere con il bilancio dalla parte di Bisolino che contro la famiglia vanta due vittorie, due pareggi e una sconfitta (proprio l’anno scorso al Druso).

Ancora un goccio di motivazioni personali - come ne aveva Maran a Pisa - dentro una partita che però è l’unica cosa che conta insieme al risultato che ne deriverà: l’occasione, alla ricerca di un colpaccio che manca dal 21 ottobre scorso insieme a una vittoria in generale, è quella di assestarsi a metà classifica, più o meno a metà strada tra play off e play out.

Situazione

Oggi si può e ci si deve provare contro una squadra che se il Brescia è in pienissima convalescenza, il Südtirol è lì lì per mettersi in malattia con sul groppone tre sconfitte consecutive. E un dato in controtendenza rispetto agli scores «bisoleschi»: gli altoatesini, lo scorso anno squadra rivelazione capace di arrivare alla semifinale play off da matricola, hanno già subìto 17 gol. Occhio al vice capocannoniere del campionato, l’esterno-trequartista Daniele Casiraghi (8 gol, uno in meno di Coda) che parte dalla sinistra e occhio, su tutto, alla fisicità di una squadra di marcantoni fatti e finiti (davanti rientra anche Odogwu): da questo punto di vista il Brescia paga molto più di qualcosa.

Ed evidentemente, sarà una partita molto diversa da quella dell’Arena Garibaldi dove il Brescia aveva incontrato un Pisa sbarazzino e a viso aperto che ha giocato e lasciato giocare. Sarà un altro paio di maniche questo pomeriggio.

Miglioramenti

Da affrontare peraltro senza la colonna della difesa - che Maran ha iniziato a provare a bilanciare con i tre centrali e un Dickmann pendolo, ma c’è ancora da lavorare - che si chiama Andrea Cistana. Là dietro tocca ad Adorni: lui e Bisoli (in una mediana a due può perdere qualcosa) dovrebbero essere le uniche novità (considerato che a Pisa Huard era entrato dopo soli 24’) sostanziali di una formazione alla quale è necessario dare - nell’ambito di una oculata gestione delle risorse da settimana con tre partite - una certa continuità per dare una fisionomia.  

Tra le conferme che il Brescia cerca, c’è quella relativa alla ritrovata vena creativa. Quei 7 tiri verso la porta scoccati a Pisa, senza paura di provarci e arrivando là davanti condividendo il pallone e provando a giocare, devono rappresentare il faro guida. Trovando però il modo di essere anche più concreti: fuori casa non si può sciupare tanto. Può esserci stato anche un certo «disagio» davanti al portiere visto che il Brescia non è particolarmente abituato a trovarcisi di fronte. C’è un jolly da giocarsi e nel mazzo, stavolta, c’è anche un po’ di fiducia.

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