Calcio

Il Brescia chiama casa: il Rigamonti con Maran nel 2024 è immacolato

Fabrizio Zanolini
Bisoli e soci a Mompiano sono imbattuti da Santo Stefano, quando col Parma maturò l’ultima sconfitta
I tifosi del Brescia - © www.giornaledibrescia.it
I tifosi del Brescia - © www.giornaledibrescia.it
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È da sempre, così come i tifosi sono il dodicesimo uomo in campo, un fattore. O almeno, dovrebbe esserlo. Soprattutto in cadetteria. È il campo di casa, il proprio fortino. Una sorta di coperta di Linus che infonde sicurezza, fiducia. Autostima. Quel quid in più che può fare la differenza. E quando la fa, ecco che il proprio stadio è un fattore con la F maiuscola.

Quello che il Rigamonti, dopo stagioni di alti e (spesso) bassi, è tornato a quanto pare ad essere perché nel 2024 le rondinelle non hanno più conosciuto l’onta della sconfitta interna: quasi nove mesi senza conoscere macchia, più che un indizio, rappresentano una prova vera e propria.

Il percorso

Una «rinascita» che tra le mura amiche è nata in concomitanza dell’arrivo di Rolando Maran sulla panchina della Leonessa. Con lui, in quattordici match casalinghi, il Brescia ha raccolto ben 8 vittorie e diviso 5 volte la posta. Tradotto: 26 punti incamerati più il passaggio al secondo turno di Coppa Italia.

L’unica sconfitta interna con il tecnico trentino alla guida risale alla sfida del boxing day del 26 dicembre scorso quando la capolista Parma (poi promossa in carrozza nella massima serie) passò a Mompiano grazie ai gol dell’argentino Bernabé e del romeno Man.

Da allora, nessuno è più uscito dal ‘Riga’ con i tre punti nel trolley e più d’una sono state le vittime illustri di Bisoli e compagni: dalla Samp (secco 3-1 e dominio assoluto nella ‘prima’ di Maran in casa) al Como (altro 2-0 senza diritto di replica, con i lariani a conquistare alla fine la serie A), dal Palermo battuto due volte, asfaltato già nei primi 45’ (4-2) nel marzo scorso e steso più di quanto dica il risultato finale (1-0) la settimana scorsa nel vincente debutto del nuovo campionato, al Venezia di categoria superiore, al quale è stato servito un tris (3-1) in Coppa.

Se poi, oltre alle partite che contano vogliamo pure annoverare per blasone il 2-0 con cui i biancazzurri hanno regolato il Genoa di A nell’amichevole di lusso del primo agosto passato, il pedigree casalingo guadagna altro lustro.

Negli anni passati, il Rigamonti ha sempre rappresentato uno spauracchio per gli avversari di turno che sapevano di dover sudare le proverbiali sette camicie per non uscirne con le ossa rotte.

Il punto

L’avvento dei tre punti a vittoria e quello delle pay tv che hanno svuotato (o comunque abbassato di parecchio le presenze sugli spalti) molti stadi di provincia, ha tramutato le trasferte di chiunque meno preoccupanti e reso le squadre ospitate più spavalde. Ma dettar legge a casa propria è rimasto fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi.

Lo stesso Maran l’ha sottolineato più volte nel corso delle interviste pre o post gara, chiamando a raccolta i tifosi per sostenere e spingere i ragazzi anche oltre i loro limiti, aiutati da quel senso di protezione e da quel calore che gasa e scioglie l’acido lattico nei muscoli. E d’altronde, i numeri stessi dicono che, nonostante tutto, la maggior parte dei punti conquistati a fine anno dalle varie compagini, sono stati incamerati in casa.

La stagione scorsa, per esempio, solo quattro squadre (Cremonese, Sampdoria, Cosenza e Reggiana) su venti hanno fatto meglio in viaggio - considerando che la quinta, la Feralpi, ha giocato le partite interne al Garilli di Piacenza - mentre tutte le altre 16 hanno nel loro bottino finale la maggior parte dei punti ottenuti a domicilio.

Ecco perché questa striscia positiva (sempre, sia chiaro, con tutti gli scongiuri del caso) del Brescia induce ottimismo. Anche in vista della seconda di fila davanti al pubblico amico di domani sera (20.30) col Cittadella, l’ex bestia nera che Borrelli e Moncini hanno già esorcizzato il 3 febbraio scorso. Tanto per confermare che il Rigamonti è tornato ad essere un fattore. Anche contro le bestie nere.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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