Hübner e Zambelli: «Presto per i giudizi, ma il Brescia è maturo»

Le prime quattro giornate, nonostante agosto ci abbia appena salutato, sono già in archivio. Ma sono già indicative? E il Brescia, come ha approcciato? L’abbiamo chiesto a due ex rondinelle con la R maiuscola come Dario Hübner e Marco Zambelli che hanno tirato le somme di questi primi 360’.
Hübner
«In questo momento non fanno risultato le squadre più forti, ma quelle più in forma. È ancora troppo presto per capire i reali valori in campo: servono ancora tre-quattro partite per cominciare a giudicare le prestazioni delle varie compagini. Certo, i punti che perdi adesso poi li devi recuperare. Ma questo, in fondo, è ancora calcio d’agosto, seppur siano già state giocate ben quattro partite e per di più con il mercato ancora aperto. E questo non è giusto, né per i giocatori che giocano con una paura maggiore di farsi male, né per gli allenatori che si ritrovano a preparare una partita per poi scoprire che questo o quel giocatore non l’hanno più a disposizione».
Sul Brescia: «La vittoria di Bolzano è stata importantissima per poter affrontare la sosta con serenità. E anche per la classifica che tiene le rondinelle a due soli punti dalla prima posizione: una classifica corta dove nessuno ha preso per ora il volo e dove molte grandi stazionano là in fondo. Solitamente i punti d’inizio campionato li raccolgono le neopromosse e chi gioca per salvarsi, punti che poi si ritrovano quando le cose non vanno bene. Averne già 6 è un ottimo bottino. L’importante, in questa categoria, è mantenere una certa continuità e pareggiare le partite quando non si possono vincere: alti e bassi è meglio evitarli. Ma Maran, che è un amico ed un ottimo allenatore, sa cos’ha in mano, conosce la squadra, sa come lavorare: sono convinto che, se lo lasciano lavorare in pace, ci darà delle belle soddisfazioni».

Infine: «I tre gol fatti tutti da difensori? Ma ci sta, dai. Capitava anche a me, un paio di partite di fila, di non tirare in porta e allora dovevamo pensarci i difensori e i centrocampisti. Certo - sorride - non deve diventare una regola. Ma sono sicuro che gli automatismi offensivi si sistemeranno e torneranno a segnare le punte. Se poi consideriamo che Maran non ha mai avuto Moncini e ha perso Borrelli per infortunio…».

Zambelli
«Troppo presto per avere indicazioni da un campionato imprevedibile come la serie B. Oltretutto, quattro giornate giocate con il mercato aperto: che se ne dica, il mercato destabilizza perché non aiuta a pensare solo ed esclusivamente alla tua squadra. Oppure può essere d’aiuto a chi dopo le prime due-tre partite si accorge che gli manca qualcosa. Se diamo un’occhiata alla classifica vediamo che tra le prime ci sono squadre, come il Mantova di Possanzini e di questo sono felice per Davide, che difficilmente reggeranno lì fino alla fine perché i veri valori usciranno con il tempo. Chiaro, in B può succedere di tutto e ne siamo abituati, ma credo che in questo momento vinca chi sta meglio, chi accusa meno il caldo e la preparazione estiva. Ecco perché, nonostante in questa categoria valga tutto il contrario di tutto, non ci possono essere ancora indicazioni chiare».
Sull’inizio del Brescia: «Avesse perso a Bolzano avrebbe affrontato la sosta male: seppur all’inizio, tre sconfitte consecutive sarebbero state difficili da metabolizzare. Così invece, affronti queste due settimane dove puoi allenarti bene con tranquillità, senza pressioni dell’ambiente. E poi, sapete cosa vi dico? Ho visto tutte le partite e, a parte quella con la Reggiana, ne ho tratto la sensazione di una squadra più matura e consapevole. Il Brescia mi ha dato l’idea di una squadra presente nella partita per più tempo, superando quelle amnesie che in passato duravano un po’ troppo. In gol solo i difensori? Beh, dipende da come la vedi: se fanno gol i difensori, quando arriveranno, perché arriveranno, anche gli attaccanti sarà una squadra in cui tutti sanno andare in gol. Io lo vedo come un valore aggiunto».
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