FeralpiSalò, rosa da rifondare dopo la mesta retrocessione

Tre portieri, 11 difensori (compreso Balestrero, oramai ritenuto tale dal tecnico gardesano Zaffaroni), 7 centrocampisti, dieci attaccanti. E cinque giocatori in prestito tra i professionisti.
È questa, numericamente parlando, la rosa della FeralpiSalò ed è su questi giocatori che, in prima battuta, dovranno concentrarsi le attenzioni del direttore sportivo Andrea Ferretti (il quale ha ricevuto ieri a Roma un premio tanto tardivo quanto amaro, riguardante ancora la scorsa stagione) in vista del campionato di serie C 2024/’25 al quale i verdeblù prenderanno parte dopo la retrocessione dalla B.
Ma è anche una rosa che necessiterà in estate di un intervento massiccio sul mercato, come andiamo a vedere in maniera analitica.
In panchina
È peraltro vero che il primo nodo da sciogliere riguarda la panchina, sulla quale siederà fino a venerdì (quando al Garilli di Piacenza è in programma alle 20.30 l’ultima gara di serie B, contro la Ternana che ancora si gioca la salvezza diretta) Marco Zaffaroni, che in ottobre ha preso il posto di Stefano Vecchi, non più a libro paga del club gardesano dopo aver accettato in dicembre l’offerta del Vicenza.
Zaffaroni ha conquistato l’ambiente FeralpiSalò con il suo modo di fare, con una schietta concretezza ed un senso pratico grazie ai quali la squadra ha sperato di raggiungere la salvezza sino a due turni dal termine del campionato. Ma dire se sarà lui il nocchiero dei gardesani nella prossima stagione è presto, perché prima il presidente Pasini deve esporre ai soci ed ai responsabili della parte sportiva (il ds Andrea Ferretti ed il dt Elia Legati) le proprie idee, quindi capire se proprio Zaffaroni, che avrebbe avuto l’automatica conferma in B in caso di salvezza, potrà essere il protagonista della ripartenza verdeblù.
Punti fermi
Tornando invece alla rosa, di questi 36 giocatori già dodici sono praticamente certi di non far parte del progetto FeralpiSalò per il prossimo campionato. Si tratta di quelli in prestito da altri club, che faranno ritorno alla case madre e dei quali (ad oggi) nessuno sembra poter tornare sul Garda, nemmeno con formule contrattuali diverse, visto la retrocessione dei salodiani.
Di questi, undici sono arrivati in verdeblù la scorsa estate oppure a stagione in corso, il dodicesimo è invece Bergonzi che è un veterano dei gardesani, ma sul cui cartellino l’Atalanta ha sempre voluto mantenere il pieno controllo.
C’è poi il capitolo dei giocatori che sono a fine contratto, sei, i quali nel caso ci sia l’accordo da ambo le parti per rimanere in verdeblù (e forse una proposta sarà fatta solo a Di Molfetta e Voltan) devono rinegoziare il contratto con il club.
In cinque, invece, nel corso della stagione che si sta per chiudere hanno indossato altre maglie: tutti hanno ancora il contratto con la società salodiana, due stanno per giocare i play off di serie C, uno (Musatti) i play out, un quarto (Santarpia) è retrocesso con la Pro Sesto e rientrerà sul Garda, mentre è da capire se il Sassuolo terrà ancora Gjyla nel suo settore giovanile.
Sotto contratto
Dei giocatori che hanno composto la rosa di serie B, oltre ai giovani Pacurar e Verzeletti solo undici hanno ancora il contratto per la prossima stagione, ma pochi la certezza di essere Leoni dei Garda pure nel campionato di serie C 2024/’25.
Pizzignacco, per esempio, potrebbe tornare al Vicenza che ha il diritto di recompra ad un prezzo stabilito; Felici, il cui cartellino è tutto del club salodiano, è sicuro partente, forse anche per una società della massima serie. Hanno estimatori in B e C Zennaro, Balestrero, Pilati e Butic, meno Liverani, Giudici, Hergheligiu e Pietrelli, mentre c’è un grosso punto di domanda su Carraro, che era il capitano designato per la prima storica stagione in serie B, dopo un infortunio nel girone d’andata non è più stato preso in considerazione da Zaffaroni anche quando le condizioni fisiche sono migliorate.
Ripartenza
Insomma, è una FeralpiSalò del tutto da rifondare, visto che tanti dopo questa annata a tinte più scure che chiare sono destinati a lasciare il Garda. Anche per questo è d’obbligo che la proprietà si muova con largo anticipo, conoscendo già ora - purtroppo - il suo destino; potendo sfruttare al meglio il tempo che manca all’inizio della prossima stagione ed avendo anche preso coscienza degli errori commessi dodici mesi fa. Anche la serie C non è una passeggiata...
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
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