Di Gennaro, l’ex alabardato ora è il talismano della FeralpiSalò

Dall’esordio del difensore con la maglia verdeblù la squadra di Vecchi è sempre stata al comando
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FERALPISALO', PRIMO MATCH BALL

«Veni. Vidi». E domani potrebbe poter scrivere anche la parola «vici». Parimenti breve, ma la più difficile da mettere nero su bianco. Parliamo di Matteo Di Gennaro, difensore centrale della FeralpiSalò che è arrivato in verdeblù alla fine del mercato invernale proprio da quella Triestina alla quale ora chiede il lasciapassare per la storica promozione dei salodiani in B.

Solidità

Difficile scegliere l’aggettivo che meglio descrive il giocatore marchigiano, il quale si porta anche l’etichetta di porta fortuna. Giunto sul Garda pochi giorni dopo il ko interno dei verdeblù contro la Virtus Verona, ha visto dalla tribuna la gara con il Padova (terminata in bianco), dalla panchina quella del Piola di Vercelli (pure terminata 0-0), è subentrato nei 6 minuti finale sia contro l’Arzignano (successo verdeblù 1-0) sia a Seregno contro il Sangiuliano, nella gara vinta 3-1 dall’undici di Vecchi. A partire dal posticipo interno contro il Pordenone (1-1 il finale), Vecchi lo ha poi sempre schierato titolare, cosa che ha fatto anche nelle ultime sette partite (quattro vittorie e tre pareggi il bilancio della FeralpiSalò) offrendo un rendimento sempre molto alto.

Imbattuto, ma anche capolista. La squadra verdeblù, infatti, è salita sul gradino più alto della classifica dopo la vittoria sull’Arzignano, in occasione della prima presenza di Di Gennaro con la maglia numero 15 della FeralpiSalò, e da allora non ha più lasciato quella posizione. Anzi l’ha consolidata.

Presenza

Non è certo questione di fortuna, però. Nel corso della sua carriera, iniziata con l’Ascoli e poi con le giovanili del Parma, il difensore nativo di S. Elpidio a Mare ha indossato con profitto in serie C le maglie dello stesso Ascoli per un anno e, per quattro stagioni, del Renate, dando il suo contributo al primo storico approdo dei brianzoli ai play off. Ha poi giocato per tre anni al Livorno, due dei quali in B, infine ha portato l’Alessandria in B (e l’anno successivo vi ha giocato), anche grazie al successo nei quarti dei play off sulla FeralpiSalò in un match nel quale proprio un suo tocco di mani non punito mandò su tutte le furie il presidente gardesano Pasini.

Alabardato

Quest’anno ha giocato 19 gare con la maglia della Triestina, compresa quella del Rocco contro la FeralpiSalò che, terminata in bianco, diede agli alabardati un punto utile per la lotta salvezza. Ora si trova a giocare a parti invertite una sfida che mentre i giuliani non vorranno perdere per tenere vive le speranze di giocare i play out, la sua FeralpiSalò - Pro Sesto permettendo - vuole vincere per mettere in ghiaccio la promozione in serie B.

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