C’è un Brescia anche oltre le rotazioni canoniche di questo inizio di stagione. Ha fatto capolino nella frescura di Darfo, come l’arcobaleno incastonato tra le montagne dopo la pioggia che aveva bagnato il pre-partita, davanti a poco più di 300 persone. Il Brescia dei Muca, dei Calvani, dei Fogliata e dei Buhagiar. Maran li ha utilizzati tutti.
Il senso della sgambata in Valcamonica non poteva che essere questo: vedere all’opera, seppur con uno sparring partner, chi era ancora a secco di minuti, o ne aveva raggranellati pochissimi. È finita 5-0, con il solito attacco spuntato (Borrelli e Moncini lavorano per rientrare al meglio dopo la sosta) e una difesa inedita, con il baby Calvani in coabitazione con Papetti. Un risultato che dice molto, in relazione soprattutto allo squilibrio di valori in campo. Ma non tutto.



