Da Londra a Lumezzane sulle tracce di Balotelli

Il produttore televisivo Carl Horbury in Valgobbia per un ritratto sportivo dedicato all’attaccante
Horbury e Vincenzo Picchi
Horbury e Vincenzo Picchi

Da Londra a Lumezzane sulle tracce di Balotelli, per vedere di persona dove è cresciuto calcisticamente il giovane Mario, croce e delizia di molte tifoserie in Italia e in giro per l’Europa. Un talento dal rendimento controverso, che evidentemente continua ad affascinare l’Inghilterra - dove ha vestito le prestigiose maglie del Manchester City e del Liverpool - se è vero che in questi giorni, per approfondire il suo universo, si è scomodato il giornalista e produttore televisivo Carl Horbury, specializzato in ritratti sportivi e giunto in Italia per girare un documentario su Super Mario.

Sulle tracce di Mario

Accompagnato dal videomaker torinese Riccardo Andreello (impegnato pure come interprete), Horbury - che segue la Premier League per Amazon Uk - sta visitando i luoghi legati al calciatore, da quando ancora si chiamava Mario Barwuah a quando associò il cognome della famiglia affidataria a quello di nascita, al periodo delle imprese in campo e della notorietà extra-calcistica. Una parabola sportiva fatta di ascese e qualche caduta, mai banale ad ogni modo, che ora sta vivendo un ennesimo, rilevante, capitolo nella compagine turca Adana Demirspor, sotto la guida tecnica di Vincenzo Montella.

Le origini

In Valgobbia, l’attenzione di Horbury si è concentrata in particolare sugli elementi logistici e ambientali: il terreno di gioco dello Stadio «Tullio Saleri», dunque, su cui scorrazzava l’adolescente Balotelli (che era arrivato undicenne, nel 2001, dall’Uso Mompiano e che sarebbe rimasto fino al 2006 all’Ac Lumezzane, prima di passare all’Inter), esordendo nella prima squadra rossoblù all’età di quindici anni e otto mesi grazie una speciale deroga della Lega Calcio rispetto all’età minima. Ma ha messo a fuoco anche gli spogliatoi, la stanza dei cimeli, nonché alcuni scorci della città da cui ricavare un quadro d’insieme del posto. Infine, Horbury ha intervistato Vincenzo Picchi, che rappresenta l’anello di congiunzione tra l’Ac Lumezzane in cui giocava Balotelli (ne era dirigente accompagnatore) e l’Fc Lumezzane che ne ha raccolto l'eredità, di cui è attualmente presidente. Il ricordo è vivido e Picchi non si è sottratto, argomentando: «La prima cosa che conoscemmo di Mario bambino fu la vivacità incontenibile, che si manifestava in scherzi di ogni tipo: in campo, nello spogliatoio, durante le trasferte». Poi ha aggiunto: «Dal calciatore mi sarei aspettato una carriera ancor più luminosa di quella che ha avuto fino ad ora, comunque importante. Sovrastava atleticamente e tecnicamente i compagni, che pure non erano affatto male: avrebbe potuto e dovuto fare di più».

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