C’è un po’ di Brescia che ha raggiunto davvero la serie A. Anche passando sopra alle speranze e ai sogni del Brescia stesso. La prima volta nella massima serie del Monza porta due firme nostrane, quella di un bresciano acquisito come Giovanni Stroppa e quella di un indigeno come Andrea Colpani. Il tecnico dei brianzoli è stato il vero artefice dell’exploit dei biancorossi: criticato per la partenza non in linea con le attese, acclamato per la rincorsa del girone di ritorno, ri-criticato per la mancata promozione diretta, infine osannato, l’ospitalettese (è lì che abita con la famiglia) ha portato a termine una missione che doveva essere a colpo sicuro, almeno sulla carta e nei pronostici, e che invece è stata raggiunta solo nei supplementari della finale.
Ma se è vero, come è vero, che alla fine è il campo e non la carta l’unico inappellabile giudice e che i traguardi conquistati all’ultimo dopo sofferenza e paura di non farcela sono i più (forse...) soddisfacenti, ecco che la promozione - la seconda in tre stagioni dalla B alla A dopo quella con il Crotone - storica per il club del duo Berlusconi-Galliani non può che riconoscerlo come protagonista assoluto. Ed a proposito del duo dirigenziale, sono state al miele le parole di Stroppa dopo il match col Pisa: «Questa è una promozione meritata soprattutto per lo spessore della dirigenza, che è chiaramente di una categoria superiore. Da Berlusconi e Galliani mi aspettavo un rapporto più pressante, invece sono stati per me risorse incredibili. Galliani spalla quotidiana, sempre sereno e tranquillo; con Berlusconi ci siamo confrontati tutte le settimane, avendo da parte sua un rispetto incredibile nei miei confronti. Insomma, sono stati sempre presenti e pronti a supportarmi. Senza dimenticare il direttore Antonelli».



