Centro sportivo e Vu sul petto, Cellino ha risposto. Union: «Valutiamo»

Il gioco delle parti è scritto nelle carte. C’è un patto di riservatezza che nessuno vuole violare. Anche se i termini dell’accordo sono scaduti a mezzanotte scorsa e Massimo Cellino ha dato una risposta a Giuseppe Pasini e alla manifestazione di interesse non vincolante che il presidente dell’Union Brescia ha fatto pervenire all’imprenditore sardo il 24 dicembre «per l’acquisto del ramo di azienda calcistico». Top secret il contenuto della risposta.
Le reazioni
«La società si riserva di valutare ed esaminare, tramite i propri legali, i contenuti della risposta nei prossimi giorni, nel rispetto delle tempistiche e delle procedure previste» fa sapere Union Brescia in una nota.
Cellino resta in silenzio, «stanno portando avanti tutto i professionisti e io in questa fase sono marginale», mentre ii legali vicini all’ex patron che l’estate scorsa ha mandato in frantumi 114 anni di storia si trincerano dietro ad un «no comment».

La proposta
La struttura dell’operazione – che deve nel caso deve essere conclusa entro il 31 marzo – è contenuta nel piano di risanamento dei conti che Cellino vorrebbe attuare per evitare il fallimento, chiesto dalla Procura e da un creditore e che al momento è congelato dal tribunale che ha concesso all’ex presidente del Brescia calcio le misure protettive per 120 giorni, utili ad impedire a chiunque di aggredire il patrimonio della società.
L’acquisto del ramo d’azienda calcistico prevede che Union Brescia diventi proprietario di «tutte le attrezzature sportive, trofei e maglie del Brescia calcio, i marchi e la denominazione sociale «Brescia Calcio»; i domini web; i canali social; i diritti audiovisivi sul materiale di repertorio, i diritti di proprietà intellettuale e di utilizzo della Vu bianca sulle maglie» oltre alla matricola storica collegata «ai crediti previsti dal contributo di solidarietà derivante dalla vendita del calciatore Alessandro Tonali dal Milan al Newcastle».

A dicembre tra domanda ed offerta pare ci fosse una distanza di poco superiore ai 900mila euro. Ma oltre al marchio e alla Vu bianca, Pasini – come confermato anche pubblicamente – ha messo gli occhi anche sul centro sportivo di Torbole.
Lo confermano gli atti: «Nella propria manifestazione di interesse Union Brescia ha condizionato l’acquisto del ramo calcistico di Brescia Calcio alla cessione del centro sportivo di Torbole concesso in locazione da Eleonora Immobiliare S.p.A. a Brescia calcio». E il professionista che ha presentato in tribunale il piano di risanamento che ha in mente Cellino per evitare il crac scrive: «Benché il centro sportivo sia estraneo al patrimonio di Brescia calcio, è infatti ragionevole ritenere che un’eventuale cessione a Union Brescia ad un corrispettivo ritenuto congruo da Eleonora Immobiliare e dai suoi azionisti possa indirettamente consentire di incrementare ulteriormente la finanza esterna a disposizione del risanamento del Brescia calcio».
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