Calcio

Cellino prende le distanze: «Il futuro del Brescia non mi appartiene più»

Il presidente: «La serie B? Dovremmo essere in A mentre certi club non hanno soldi neanche per i palloni»
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CELLINO: "BRESCIA E' IL PASSATO"
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Così vicino alla riammissione in serie B, così lontano dal Brescia: «Che ormai è il mio passato. Il suo futuro non mi appartiene più».

Glaciale, amarissimo, lapidario: «E non ho bisogno né voglia di approfondire queste mie parole, le avete capite benissimo. E comunque sono in silenzio stampa». Più nero e soprattutto criptico di così alla sua prima «apparizione pubblica» post retrocessione Massimo Cellino non sarebbe potuto esserlo. Scurissimo in volto all’arrivo in tribunale dove era atteso in udienza davanti al Riesame (ne riferiamo in questa pagina) emanava le stesse vibrazioni negative all’uscita.

Fuori dal tribunale: «Brescia da serie A»

Subito sigaretta alla bocca con fumata nervosa, il presidente del Brescia ha di malavoglia accettato di rispondere - a spizzichi e bocconi - ad alcune (non a quelle relative alla retrocessione) delle milioni di domande e di altrettanti perché che attenderebbero risposta dal patron del club. Che però di questo club non ha più voglia di essere tale. Una intenzione che aveva trovato una forma concreta nell’individuazione di un advisor milanese e ribadita da quel «il futuro del Brescia non mi appartiene più» pronunciato a mezza bocca, ma in maniera comunque sufficientemente convincente. Ma che vuol dire? E allora la battaglia per la riammissione alla serie B combattuta con tanta decisione? «Le contestazioni che io sto muovendo prescindono da categoria e classifica: non ho chiesto l’iscrizione in serie B, ma in serie A. Questo per dire che abbiamo tutto della serie A: abbiamo le strutture, mentre altre società non hanno nemmeno i soldi per comprare i palloni. In Italia si preferisce spendere i soldi per i procuratori o per strapagare allenatori... Ma non si mette un centesimo nelle strutture. E io allora sono un c...... che ho fatto il centro sportivo e messo soldi nello stadio?».

Lo scenario di un Brescia in B

Non si arretra di un centimetro nella battaglia vicinissima a essere vinta per riportare il Brescia in serie B, ma questa vittoria «assaporabile» si concilia così con l’esperienza Brescia che Cellino coniuga già al passato: Brescia di nuovo tra i cadetti significa società più facilmente vendibile. «E ci sono un paio di situazioni con l’estero, molto serie, che possono decollare se la prossima stagione non sarà serie C» assicurano le persone più vicine a Cellino descritto come uno «che non ce la fa davvero più». E ad averlo visto ed ascoltato ieri mattina, c’è davvero da crederci. E con la volontà allora di lasciare e passare la mano quanto prima, si può spiegare meglio anche l’immobilismo sportivo.

Che è capibile vista l’incertezza della categoria, ma fino a un certo punto: lo stop a qualsiasi iniziativa di primo piano - tra ricerca dell’allenatore e prime mosse riguardo la rosa - ha quasi dell’innaturale. La sensazione è che Cellino voglia muoversi con molta calma, a fari spentissimi e senza impegnarsi in grossi investimenti di qualsiasi natura per lasciare eventualmente «onori e oneri» a chi gli succederà per quanto non ci siano grossi elementi, pertanto nemmeno tempistiche, su cui ragionare.

La responsabilità di Cellino

Resta il fatto che in qualche modo l’organizzazione della stagione spetta a Cellino e solo a lui, e iniziare male, al ribasso sotto ogni punto di vista in un ambiente già di per sé depresso e abitato da disaffezione e disinteresse a tutti i livelli (dalla politica alla base), sarebbe quanto di più pericoloso dopo la tremenda stagione con tremendo epilogo che ci siamo lasciati alle spalle. C’è comunque un tempo presente che il Brescia sta vivendo.

Prosegue, appunto, la caccia alla serie B. Ieri sera intanto è arrivato il verdetto da parte del collegio di garanzia del Coni contro la non accettazione della domanda di iscrizione alla serie B: ricorso inammissibile come era atteso e nelle cose. Il Brescia è retrocesso, non ne ha titolo. Ma la mossa serve al club dentro una precisa e articolata strategia legale. Il vero appuntamento è quello di venerdì con i verdetti Co.vi.so.c.

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