Calcio

Brescia senza fretta: 10 squadre sono ancora senza allenatore

Il club cerca comunque di trarre un vantaggio dal fatto che i più sono in ritardo nelle scelte base
Rolando Maran, tecnico del Brescia Calcio - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it
Rolando Maran, tecnico del Brescia Calcio - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it
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Presto: intanto che è ancora... presto. Però senza che la fretta diventi una cattiva consigliera. Torniamo a concetti che abbiamo già avuto modo di esprimere: il Brescia, sul mercato, si è messo in una condizione tale da poter sfruttare dei vantaggi giocando d’anticipo, senza avere assilli.

Una situazione che si spiega con il fatto di avere già a disposizione una rosa che necessita solo di aggiunte per effettuare le quali non serve aspettare che ci siano delle uscite. Non è poco e anche per questo il caso Borrelli può essere affrontato con le giuste lucidità e razionalità. In più, c’è il fatto che una scelta chiara, convinta e decisa è stata fatta anche con l’allenatore, Rolando Maran, al quale col rinnovo è stata data anche una bella iniezione di forza in più. Tutto questo significa continuità senza bisogno di perdere tempo e energie preziose per conoscersi, leggersi e capirsi. Le basi. Sono le basi. Ma non ci eravamo più abituati. E le basi sono così importanti che in questo momento, quando siamo solo al 5 giugno con un mercato che tra l’altro aprirà ufficialmente solo l’1 luglio e che durerà fino a inizio settembre, fanno la differenza. Il Brescia sa già da che parte andare: cosa serve e dove.

In un quadro, quello di serie B, nel quale solo di 7 squadre sulle 18 a oggi certe di partecipare al campionato cadetto (manca solo il nome dell’ultima promossa dalla serie C tra Vicenza e Carrarese), si conosce già il nome di chi le guiderà (sei conferme e una novità) dalla panchina. Non solo: svariati club sono anche alle prese con rimescolamenti di carte sul fronte dirigenziale.

Riepilogo

Se il Brescia ripartirà da Maran, il Modena lo farà da Bisoli. Il Sassuolo ha scelto Fabio Grosso, il Cittadella ricomincia da Gorini, lo Spezia da D’Angelo, il Mantova e la Juve Stabia neo promosse hanno scelto di proseguire rispettivamente con Pagliuca e Possanzini. E stop.

Per il resto è ancora tutto da fare. C’è da fare a Bari dove ha salutato il diesse Ciro Polito. Casting in corso per la poltrona dirigenziale e solo quando quella casella sarà occupata, di conseguenza si riempirà anche quella con il nome dell’allenatore. A Catanzaro è ancora sotto contratto Vivarini, ma la permanenza del tecnico è in fortissimo dubbio. Ha lasciato il dg Foresta e potrebbe andar via anche il diesse Magalini con cui «Viva» ha costruito un forte sodalizio.

Rimanendo in Calabria, è in odore di partenza il diesse anche ex Brescia Roberto Gemmi: se andasse, lo seguirebbe il tecnico Viali. Punto di domanda a Cremona dove questi sono ancora i giorni dedicati allo smaltimento delusione per la mancata promozione in serie A: Stroppa resta? Difficile. Ma anche nel caso della Cremonese, prima c’è da affrontare la questione diesse con Giacchetta in uscita. A Palermo, tutto da rifare. La società deve incontrare il diesse Rinaudo che potrebbe restare, ma in un nuovo ruolo. Per la panchina, la prima scelta è Alessio Dionisi, ma ancora nulla è deciso. Idem a Pisa dove prende quota la candidatura in panchina di Pippo Inzaghi. La gestione sportiva è nelle mani di Giovanni Corrado al quale fanno capo tutte le scelte più importanti, ma pure qui serve un diesse dopo l’addio di Stefanelli. Grossi punti di domanda anche in casa Reggiana: ha cambiato strada il diesse Roberto Goretti (promosso al suo posto il collaboratore tecnico Marcello Pizzimenti) ed è in dubbio la permanenza in panchina di Alessandro Nesta che aspetta il Monza. Il campione del mondo, se non andasse a buon fine l’approdo in A, potrebbe restare. Il Cesena neo promosso non continuerà con Toscano (D’Aversa o Sottil se la giocano), il retrocesso dalla serie A Frosinone deve prima capire se il diesse Angelozzi resta o va, ma a ogni modo è difficilissimo pensare che possa ricominciare da Di Francesco e la Salernitana, anch’essa scesa dal piano superiore, è in stand by in quanto addirittura interessata da un possibile passaggio di mano societario.

Infine il Südtirol che ha rinnovato col diesse bresciano Paolo Bravo (contratto fino al 2027), ma che cambierà Greco in panchina. Insomma: ci si può, una volta tanto, sentire avvantaggiati con i «metri» accumulati che sono solo da gestire al meglio.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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