Calcio

Brescia, pronti via per regalarsi il Monza e testare le ambizioni

Alle 18 in Coppa Italia arriva il Venezia per la prima ufficiale a 5 giorni dal debutto in campionato col Palermo
Oggi il Brescia è atteso dall'esordio ufficiale - © www.giornaledibrescia.it
Oggi il Brescia è atteso dall'esordio ufficiale - © www.giornaledibrescia.it
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Il candidato Brescia si presenti: è già il suo turno, è già il suo momento, di sostenere il test d’ingresso... al test d’ingressso della stagione. Perché non solo gli esami non finiscono mai, ma uno tira l’altro. E in meno di una settimana - 5 giorni - si salirà, a livello di pressioni, da zero a 100 in un mese di agosto nel quale c’è già da fare sul serio e ci sarà da farlo senza sosta: da oggi, saranno cinque partite in 21 giorni. Prende il via ufficialmente oggi alle 18 dallo stadio Rigamonti l’annata 2024-2025 del Brescia.

È Coppa Italia e conta. Non tanto come obiettivo in sé, come necessità e obbligo di passare per forza di cose un turno che mette in palio un sedicesimo, eventualmente in programma a fine settembre, con il Monza. Ma semmai, perché questa è la prova delle prove prima di tuffarsi nel mare aperto del campionato: oggi, contro il Monza, è la «rifinitura» del debutto nel torneo di B in programma venerdì sera contro il Palermo. Da zero a cento, appunto.

Attese

Si inizia così, da un confronto contro una neo promossa in serie A che è il Venezia (in caso di parità al 90° si passerà subito ai rigori) a misurare le proprie ambizioni, la propria durezza mentale, la propria crescita di squadra e a livello di singoli, nonché quelle che saranno state le effettive capacità o meno del club a livello di scelte di mercato effettuate. E come sempre, questo momento spartiacque, è un mix di aspettative e adrenalina in cui magari si vorrebbe spostare un po’ più in là il momento di alzare il velo, ma in fondo non si vede l’ora di sapere e capire.

Buon Brescia allora: intanto ai poco meno di 2.600 che a ieri sera avevano acquistato il biglietto - tagliandi ancora in vendita su ticketone e oggi allo stadio - per esserci oggi in una infuocata domenica che promette tutto e il suo contrario. Di fronte, una squadra che rispetto allo scorso anno ancora non è cambiata granché e che oggi peraltro non potrà contare sul bomberissimo Pohjanpalo e su un altro «pezzone» come Busio: si può fare. Ma, soprattutto, quel che si deve fare, prima di ogni cosa, è dimostrare di aver già chiuso l’ombrellone e riposto i costumi da bagno nella testa laddove risiede la forza migliore del gruppo di Maran.

Per il resto, come sempre di questi tempi - che siano gare ufficiali o meno - la condizione generale può essere ancora una ipotesi e un lavoro in corso. Ma la testa, lo spirito e l’approccio no: devono già essere una certezza. Gira una buona aria in casa Brescia e non c’è timore, ufficialmente o a microfoni spenti, di confidare che le sensazioni su gente come Verreth e Juric, al netto del bisogno di un tempo di adattamento e metodi, tattica e carichi, sono buone. E in particolare l’«armadio croato» ha fatto subito breccia nel gruppo, nello staff e nella dirigenza.

Oggi potrebbero esserci i margini, più probabilmente in corso d’opera, di capire il perché. Che voglia di ritrovarsi di fronte al vecchio-nuovo Brescia, di tornare subito - si spera - a riallacciare il filo con le emozioni della passata stagione, ma col desiderio di toccare con mano e alla prova di fatti «ufficiali» il restyling tattico sul quale Maran sta lavorando dal giorno uno. Sarà un Brescia 1+2? 2+1? 3+1?

E «Borrellone» come sta? E Dickmann e Corrado sapranno fare il vuoto sulle fasce? Eccetera eccetera. Il bello è che c’è sempre qualcosa da poter scoprire anche dentro ciò che ci sembra di conoscere già così bene. E il bello nel bello, a parte chi oggi marca visita come Moncini (purtroppo in questo caso la continuità con la passata stagione sono gli acciacchi che lo limitano) o Andrenacci è che la squadra che prenderà parte alla prima battaglia della stagione è anche la squadra già definita - o finita (ma la società resta vigile sull’attacco, potrebbe interessare un esterno) - che dovrà arrivare all’ultima. Quanto spaventa il primo giorno di scuola. Ma quanto è bello il primo giorno di scuola. Alé Brescia.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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