Calcio

Brescia, non c’è la ciliegina finale ma ci sono più opzioni e varietà

Calciomercato chiuso con l’arrivo di Paghera e la risoluzione di Pace mentre Garofalo alla fine è restato
Il diesse Renzo Castagnini - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
Il diesse Renzo Castagnini - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it

L’estate del Brescia, ora, è davvero finita. Da non credere, se si bada alle temperature tornate torride in questi ultimi giorni. Ma la sensazione nei corridoi della sede è un po’ questa. L’attesa estenuante, il susseguirsi di sentenze come in un percorso a ostacoli, e infine un mercato-lampo compresso in una decina di giorni. Tutto alle spalle: ora c’è il campo, e il dovere di riscattare l’incubo della scorsa stagione.

La proroga concessa alla società di Massimo Cellino si è conclusa ieri alle 20. Le ultime ore, come ormai si era capito, col patròn che aveva fatto capire già giovedì che per lui bastava così, non sono servite a piazzare un ulteriore «colpetto», ma solo a perfezionare lo scambio tra Federico Viviani e Fabrizio Paghera della Ternana: trovata la quadra sugli ultimi dettagli per i quali si attendeva il via libera di Cellino, a Gastaldello è stato consegnato l’ultimo tassello, un «play» da alternare a Van de Looi. Poi, ha rescisso Federico Pace mentre Vincenzo Garofalo che era stato a un passo dalla Casertana, è rimasto (da capire se verrà messo nella lista che dovrà essere consegnata lunedì). Sette colpi per cambiare pelle: è il bilancio finale in entrata, a fronte di una dozzina di uscite tra cessioni (Ayé), fine prestiti e scadenze. Un mercato «made in Italy», con due soli stranieri (Momo Fares e Birkir Bjarnason) sui sette innesti.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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