Brescia, Maran sperimenta ancora in amichevole: provato il 4-2-3-1

Dopo le porte blindate di giovedì a Torbole, il Brescia 2024/2025 si è svelato per la prima volta al proprio pubblico. Location diversa (si è giocato al San Michele di Travagliato), clima diverso. Non in senso stretto, perché il caldo torrido, ieri come giovedì, ha accompagnato per intero la sgambata dei ragazzi di Maran.
L’hanno sfidato i cinquecento (presente anche una delegazione della Curva) che hanno assistito al test tra i biancazzurri e una rappresentativa di dilettanti. Un’altra, di livello (Eccellenza-Promozione) superiore di qualche tacca a quella precedente. La forbice era meno ampia, e a esemplificarlo è il risultato: 7-2. Scarto di cinque reti, contro le undici di tre giorni fa. Le considerazioni vanno corredate dai soliti asterischi: è calcio d’estate, i carichi di lavoro falsano la percezione generale (soprattutto in questa fase iniziale). Tutto vero. Ma anche l’amichevole di ieri qualche spunto l’ha fornito.

Esperimenti
Nella prima uscita, Maran aveva testato il 3-4-2-1 con Corrado e Jallow sulla stessa corsia. Soluzione intrigante. Ieri no: la linea a quattro dietro è stata l’elemento di continuità tra primo e secondo tempo. Dalla mediana in su, c’è stata più fluidità. Prendiamo il 4-2-3-1 di partenza: Bisoli e Paghera in cabina di comando, Galazzi e Olzer sugli esterni, Bianchi in attacco e... Bertagnoli trait d’union.
Maran l’ha avvicinato alla punta sia ieri sia giovedì: chissà che non sia un punto d’approdo tattico per Massimo, più sollecitato in rifinitura e più accentrato rispetto alla solita collocazione da mezzala. È da una sua incursione per vie centrali che si è materializzato il quarto gol. L’abito cucito per la prima frazione sembra perfetto per Olzer: licenza d’accentrarsi, accomodare palla sul piede forte e tirare in porta. È la dinamica del momentaneo 2-0.

Novità potenziali che s’alternano a qualche confortante certezza: Dickmann è già in forma elettrica, Bisoli il solito tuttofare (nonostante un rigore provocato e parato da Lezzerini). Continua a spargere segnali promettenti Corrado: quella propulsione può affilare la fascia sinistra. Con lui e Dickmann il Brescia può progettare uno sviluppo «bifronte», non più martellante solo a destra. A Niccolò sono bastati sì e no trenta secondi per servire l’assist a Galazzi.
In difesa
Nel frattempo Maran aveva dirottato sul versante opposto Jallow, sorpreso dalla percussione di Bettolini che ha apparecchiato per il tap-in di Vitari. Difesa statica, lì e sull’altra rete incassata, frutto di una bella combinazione tra Cartella e Pasini. Ma ci riappelliamo alla premessa: le gambe erano pesanti, la condizione è quella che è. Giudizio sospeso.
Lo è anche per Verreth. Prime impressioni confermate: smista con qualità, la palla con cui manda in porta Buhagiar è una lama, colpisce anche una traversa con un destro morbidissimo. La base è solida. Ieri la frequenza di passo è sembrata appannata, ma si torna al discorso sui carichi. Si vedrà più in là in che misura il «problema» sia strutturale.

A proposito di Buhagiar: Maran l’ha riproposto al centro dell’attacco, per caratteristiche e propensione sembra più adatto all’esterno. Ma le alternative ieri scarseggiavano: Borrelli e Moncini erano ancora ai box. Prudenza: in questa fase non si corrono rischi, vanno gestiti entrambi. Mancava pure Besaggio, alle prese con acciacchi da ritiro. Pure per lui, nessun allarme.
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