Calcio

Brescia, Lezzerini: «Quest’anno voglio vincere lo scetticismo»

Il portiere delle rondinelle ospite ieri di Erica Bariselli a «Diario dal ritiro» su Teletutto: «Parlare di obiettivi è prematuro, ma abbiamo più aspettative ed entusiasmo». Poi la commozione per il compleanno della figlia
Luca Lezzerini nell'amichevole di giovedì contro la rappresentativa dilettanti - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it
Luca Lezzerini nell'amichevole di giovedì contro la rappresentativa dilettanti - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it
AA

Ci sarà bisogno di essere: «Duri, tosti, determinati». Ci sarà bisogno di essere professionisti inappuntabili, di alzare il livello della qualità e dell’atletismo, di tirar fuori anche quel di più. E ci sarà bisogno anche di uomini: di personalità, certo. Ma pure capaci di empatia e di emozioni spontanee, che possono fare capolino all’improvviso.

Lacrime di commozione

Loading video...
Brescia, Lezzerini si commuove per il compleanno della figlia

Come a esempio in «coda» a una chiacchierata davanti alle telecamere di Teletutto quando a un omone alto alto basta evocare il nome - Sophie - della figlia per vederlo sciogliersi in tenerissime lacrime di commozione: «Perché lei che compie un anno mi ha stravolto la vita e mi manca tanto». Eccolo qui Luca Lezzerini, la persona dietro a un portiere che inizia da titolare designato la sua terza stagione con la maglia del Brescia, ma che pure è come se questa stessa maglia - agli occhi di una grande maggioranza dei tifosi - la dovesse ancora conquistare: «E in questa stagione cercherò di vincere lo scetticismo che c’è su di me. Sarei felice perché vorrebbe dire aver contribuito ad aiutare la squadra si spera per una grande stagione. Obiettivi? Sappiamo che vogliamo provare a regalarci un altro sogno un po’ come abbiamo fatto la passata stagione».

Pur sapendo: «Che l’anno scorso ciò che poteva arrivare dopo la salvezza era tutto guadagnato, mentre quest’anno le aspettative su di noi aumentano». E sono alte su Luca Lezzerini, ancora a caccia dei cuori biancazzurri. Il portiere («ma da piccolo facevo il mediano: mi piaceva dare le botte...»), arrivò a Brescia nell’annata che terminò in retrocessione e rimase vittima di una crisi tecnica che gli costò il posto.

Critiche

Lo scorso anno iniziò bene, poi l’infortunio, poi il rientro: il tutto condito sempre e comunque da diffidenza. «La prima stagione - dice lui - arrivavo da un grave infortunio e avevo tanti fastidi, solo che non è nella mia natura tirarmi indietro...  L’anno scorso invece penso di aver avuto una buona continuità, ma voglio fare meglio. Sono molto autocritico di mio, rivedo sempre le mie prestazioni e mi focalizzo sempre su ciò che ho fatto male che non il contrario anche se la partita è andata bene. Quanto alle critiche esterne (in molti lo tacciano di essere un "cocco" di Cellino), ammetto di averle inizialmente molto subìte. Poi strada facendo ho imparato a fare distinzioni: prima guardo da dove arrivano le critiche che cerco di separare dalle cattiverie gratuite e poi se sono fondate ci rifletto. Le prendo in maniera costruttiva e provo a lavorarci su. Cerco di leggere poco, di restare isolato, ma vivo nel mondo e qualcosa arriva sempre: è ovvio - dice - che ci sono dei giorni no in cui un commento negativo può cambiarti la giornata, ma guardo avanti e supero il momento ed è sempre importante l’appoggio di chi ci può aiutare, dall’allenatore, a un compagno, ai familiari».

In generale: «Alla nuova stagione personalmente non chiedo niente: voglio solo vivermela al meglio sapendo che come sempre, in serie B, non sarà semplice niente. Magari la gente, dalla quale per il Brescia sento sempre moltissimo affetto, pensa che sarà facile confermarsi, ma non sarà così in un campionato tanto insidioso nel quale c’è sempre da conquistarsi tutto».

Considerazioni

Sempre sul piano personale: «Il mito del portiere che in generale per ruolo è "pazzerello"? Per me il massimo della pazzia - sorride - è stato essermi fatto biondo... In generale ormai comunque i portieri sono più tranquilli perché il ruolo è cambiato, richiede di essere sempre molto lucidi perché si gioca ormai davvero con tutto il resto della squadra».

Lezzerini con i suoi compagni di reparto a Torbole - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it
Lezzerini con i suoi compagni di reparto a Torbole - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it

Andrenacci e Avella invece come sono? «Lorenzo è serissimo e attento a ogni dettaglio, Michele è più spensierato e giocherellone. Per noi è molto importante come il mister ha impostato il rapporto: è sempre stato molto corretto e questo ci ha aiutato tanto a rimanere sempre tutti uniti. E a essere duri, come serve, ma anche teneri, come serve.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@Sport

Calcio, basket, pallavolo, rugby, pallanuoto e tanto altro... Storie di sport, di sfide, di tifo. Biancoblù e non solo.