Ci sarà bisogno di essere: «Duri, tosti, determinati». Ci sarà bisogno di essere professionisti inappuntabili, di alzare il livello della qualità e dell’atletismo, di tirar fuori anche quel di più. E ci sarà bisogno anche di uomini: di personalità, certo. Ma pure capaci di empatia e di emozioni spontanee, che possono fare capolino all’improvviso.
Lacrime di commozione
Come a esempio in «coda» a una chiacchierata davanti alle telecamere di Teletutto quando a un omone alto alto basta evocare il nome - Sophie - della figlia per vederlo sciogliersi in tenerissime lacrime di commozione: «Perché lei che compie un anno mi ha stravolto la vita e mi manca tanto». Eccolo qui Luca Lezzerini, la persona dietro a un portiere che inizia da titolare designato la sua terza stagione con la maglia del Brescia, ma che pure è come se questa stessa maglia - agli occhi di una grande maggioranza dei tifosi - la dovesse ancora conquistare: «E in questa stagione cercherò di vincere lo scetticismo che c’è su di me. Sarei felice perché vorrebbe dire aver contribuito ad aiutare la squadra si spera per una grande stagione. Obiettivi? Sappiamo che vogliamo provare a regalarci un altro sogno un po’ come abbiamo fatto la passata stagione».




