Calcio

Brescia, l’acquisto aggiuntivo è la ricerca della duttilità tattica

In attesa che la rosa venga completata e di pesarne le potenzialità, Maran è al lavoro su più soluzioni
Rolando Maran - New Reporter © www.giornaledibrescia.it
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Un libro non va mai giudicato dalla copertina: occorre arrivare fino in fondo per etichettarlo passando per una trama e una narrazione che a tratti potrà essere coinvolgente, in altri noiosa. Ma guai ad affrettarsi. Quindi, che possiamo o dobbiamo dire di un Brescia che la sua immagine di presentazione la deve ancora «scegliere» insieme al titolo? Nel frattempo, è stata appena abbozzata la prefazione tra «frasi» che scorrono già, correzioni da fare, aggiunte da effettuare.

Il Brescia è arrivato al giro di boa di una prima settimana di preparazione accompagnata da temperature amazzoniche: una difficoltà ulteriore rispetto all’intensità dei carichi di lavoro quasi a rappresentare la metafora di quella che sarà la consueta durezza del campionato di serie B. Al quale ancora, sebbene manchino 25 giorni al via (e 18 al debutto ufficiale in stagione col match di Coppa Italia contro il Venezia), si fa ancora molta fatica a pensare talmente siamo in una fase embrionale. L’attesa inizierà a crescere magari a partire da questa settimana, con l’asticella dei test che si alzerà visto che tra mercoledì (Pergolettese) e sabato (Lumezzane) il Brescia approccerà con squadre professionistiche.

Nel frattempo, si può posare l’occhio su alcuni indicatori. Ci si può godere, a esempio, la forma già «stagionale» di colonne come Dimitri Bisoli o Lorenzo Dickmann entrambi in vena di macinare km senza colpo ferire. Si possono fare poi alcune annotazioni sui nuovi. Nelle prime due sgambate Verreth ha consegnato l’incoraggiante immagine di un giocatore di geometrie, verticalità e personalità con un passo però tutto da verificare. Corrado, che ha confermato sul campo la dichiarata predilezione per la fase offensiva, può essere quel pendolino tutto pepe sulla sinistra, in grado di far pensare che il Brescia possa davvero presentarsi al via con sbocchi importanti su entrambe le corsie. Di Buhagiar, che complice l’inizio in gestione di Borrelli e Moncini risparmiati nella prime due uscite ha cercato di sfruttare la ribalta, si può apprezzare un certo intuito. Piedi così così, ma è assai prematuro stabilire se trattasi di un diamante grezzo sul quale può valere la pena lavorare o di un grande abbaglio.

Indicazioni

Rolando Maran, in attesa che la rosa venga completata (difficile, quasi impossibile - a meno che anche da questo punto di vista l’«irriconoscibile presidente non sia cambiato - che ciò possa accadere durante l’assenza per vacanze di Cellino), sulla scorta della conoscenza a menadito che ha dei suoi, è partito a razzo deciso ad aggiungere di suo un... «nuovo acquisto» e cioè una maggior variabilità tattica.

Il tecnico trentino, sta mettendo dentro concetti nuovi e non è un caso aver già visto un Brescia che partendo dal tradizionale canovaccio del 4-3-2-1, ha provato a spaziare su un 3-4-2-1 fino a modularsi su un 4-2-3-1. In tutti i casi, Massimo Bertagnoli - che dopo una stagione di alti e bassi figli dei postumi del grave infortunio patito due annate fa è pronto a ripartire in cima alle gerarchie - è stato utilizzato come trequartista tattico. Invero, non una novità assoluta, ma l’insistenza e la costanza di utilizzo del centrocampista veneto in quel ruolo, dà l’idea che si sia aperta una nuova strada da battere. Per arrivare dove nel complesso delle novità che Maran sta proponendo? Per essere davvero da vertice, per mettere a frutto continuità tecnica e forza del gruppo come valori da utilizzare per provare a combattersela contro squadre dalle risorse potenzialmente illimitate, serve davvero che la punta che manca sia una certezza e non una scommessa e che il difensore che manca sia davvero migliorativo rispetto a Mangraviti. Poi, potrebbe servire altro anche a centrocampo. Il tempo delle sfide ufficiali si avvicina, ma il tempo del mercato è ancora molto lungo e tranne chi può spendere senza pensieri, in generale i movimenti sono ancora molto limitati.

Nota a margine

Sabato a Travagliato si è respirata una gran voglia di Brescia. I 500 che hanno avuto il cuore di farsi una sauna sugli spalti si sono distinti per aver inondato i giocatori, letteralmente, piacevolmente, circondati all’uscita dell’impianto per richieste di foto e firme. Tutto molto molto bello, ma così maledettamente in antitesi con l’andamento fiacchissimo della campagna abbonamenti: se si vuole essere nelle condizioni di avere e non concedere alibi, occorre anche dare. E Brescia in questo è da tanto, troppo tempo, restia. Eppure, sotto la cenere, un fuocherello sembra poterci essere: quella cenere, bisogna fare di tutto per riuscire a spazzarla via.

Oggi

Dopo una domenica di riposo (sabato dopo l’amichevole la squadra con lo staff tecnico e dirigenziale al completo ha spezzato la routine delle cene a Torbole con una «pizzata» in un locale della città), riprende la preparazione con una doppia seduta di lavoro sui campi di Torbole

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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