Basta un giorno così a cancellarne 72. Basta un giorno così, non a cacciar via tutti gli «sbattimenti» che ogni giorni sembrano sempre di più e ogni giorno fanno paura di più, ma perlomeno a spostarli un po’ più in là. La vittoria per 2-0 contro la Spal è stata pulita pulita e viene pure da definire perfetta. Per modalità e momento. Per compiutezza e significato. Questo è il Brescia: quello dal quale non sai mai bene cosa aspettarti nel bel mezzo di un tunnel di pareggi e musi lunghi, dentro un’emergenza difensiva e dopo una sosta caratterizzata dalle dimissioni da presidente di Massimo Cellino con una mossa che ha scatenato un effetto domino-risiko societario che non si sa bene come andrà a finire.
Ebbene, dal cilindro la squadra di Clotet ha estratto una vittoria che non era un optional perché ormai serviva come il pane, ma arricchita da optional. Perché tre punti sarebbero andati bene come venivano-venivano tanto per prendere una boccata d’ossigeno alla vigilia di una settimana che sarà tosta. I tre punti sono stati arricchiti da una prova eseguita senza sbavature, seguendo uno spartito studiatissimo e mandato a memoria e contraddistinta da una grande lucidità, sia di chi era in campo, sia di chi l’ha gestita dalla panchina, ovvero Clotet che abbiamo ritrovato più simile, in tutto, a quello di inizio stagione. Tanta attesa per tornare a cacciar fuori un urlo liberatorio, ha portato pure a qualcosa in più: in dote c’è pure un terzo posto pari punti col Genoa con in palio, domenica prossima, ancora in casa, l’aggancio al secondo posto alla Reggina di Inzaghi. Ci penseremo. E anche il terzo posto, con 7 squadre raccolte in tre punti (dai 23 delle rondinelle ai 20 dell’Ascoli), lasciamolo lì (al momento almeno...) «sacrificato» di fatto sull’altare dell’urgenza e della priorità di ridare linearità e chiarezza sul fronte gestionale.




