Il fascino rustico di Dario Hübner, il bomber delle boccate di sigaretta all’intervallo o dei grappini, a volte offusca un po’ le conquiste sul campo. Calcutta, cantautore indie sulla breccia da anni, gli ha dedicato una canzone che porta il suo nome: «Me l’hanno spiegato i miei figli: parla di una persona che si accontenta di quello che ha, anziché cercare per forza cose eccezionali».
Per tutti è «tatanka», il bisonte, uno che amava i duelli e l’attacco alla profondità. Insieme a Igor Protti è l’unico centravanti italiano che sia mai riuscito a vincere il titolo di capocannoniere in serie A, B e C. È molto legato a Brescia: oggi vive a Crema, a una quarantina di chilometri. Torna spesso in città, ritrovando l’affetto dei quattro anni trascorsi qui. Conversiamo con lui nel tepore del sole di fine aprile, viaggiando tra ricordi e attualità.




