Un tempo per soffrire, un altro per ripartire. Un tempo con la testa ancorata alla pesantezza mentale accumulata in tante settimane - l’ultima era stata solo la punta dell’iceberg - molto difficili, un altro per rompere quel guscio formato da tante scorie sedimentate e lanciare un messaggio. Non si può essere contenti del pareggio con l’Alessandria in sé, ovvio.
Però a questo punto della stagione, le strade sono due: continuare ad avvitarsi nella morsa della negatività, oppure cercare di dare realmente un senso all’incredibile vicenda dell’esonero-non esonero e attaccarsi ai segnali positivi che, al netto della grossa delusione, ci sono stati. Segnali da tentare di interpretare e sui quali pensare davvero di poter sul serio riallacciare tutti i fili. Il focus va inevitabilmente ancora su Inzaghi.



