Brescia, il vantaggio sul mercato è nel non avere esuberi da smaltire

Da un po’ di stagioni a questa parte, il Brescia non è mai stato messo meglio ai nastri di partenza del mercato (che peraltro partirà ufficialmente solo l’1 luglio). Questo perché ha una rosa di giocatori di proprietà che rappresentano un patrimonio. Ma anche perché in questa rosa, di fatto, non ci sono esuberi.
«Uno esce, uno entra» è un grande classico generale e generalizzato. Un «mantra» (una necessità) che ha spesso caratterizzato anche il Brescia. Ma non è così questa volta. Coloro che erano ormai di troppo, sono arrivati a destinazione finale per scadenza naturale dei contratti, ma per il resto, lo zoccolo duro, è considerato ottimale in blocco per alzare l’asticella delle sfide nella prossima stagione.
Certo, ci saranno da trovare sistemazioni per i più giovani che qui non hanno spazio e che hanno necessità di formarsi a livello di continuità ed esperienza altrove per capire che tipo di prospettive realistiche hanno: è il caso dei vari Ferro, Muca (che viene da un anno fisicamente complesso), Cartano (mentre Nuamah - nel quale Maran vede qualcosa - ha più chances, almeno in avvio, di ritagliarsi un posto in prima squadra). Ma le posizioni di questi giovanissimi, non incidono sulle principali mosse di mercato che il Brescia ha in testa. Poche - al netto di operazioni di contorno e completamento, il riferimento è solo al miglioramento dei 14-15 potenziali titolari - e mirate mosse.
Già chiuso per il play belga Matthias Verreth (il fatto che sarà presente dal primo giorno consentirà di poter capire subito se è stato fatto centro o se invece sarà necessario fare altro), per la fascia sinistra già da mesi i riflettori sono su Niccolò Corrado: c’è già un accordo di massima con l’agente, ma bisogna aspettare la Ternana che dopo la retrocessione si deve riorganizzare, forse anche sul fronte dirigenziale. Poi, le punte: il centravanti e un altro attaccante con caratteristiche di velocità.
Davanti
Chiaramente, in questo caso, tutto dipende da come si risolverà il «caso Borrelli» per la risoluzione del quale ormai bisogna attendere il 12 giugno (quando sarà possibile procedere con il riscatto, se Cellino opterà per effettuarlo a prescindere dalla volontà del giocatore). Tale caso, rappresenta un impedimento che non era stato previsto ed è un ostacolo alla volontà di consegnare a Maran un roster grosso modo già pronto in tempo per l’avvio della preparazione. Che sarà il 15 luglio.
Diciamo che il tempo non manca (e questo è già un fattore), ma ciò che conta è che non manchino lucidità, freddezza e razionalità. Insomma: idee chiare. E qui si torna al punto uno: il fatto che il Brescia abbia una rosa «pulita», il fatto di non avere la necessità di cedere prima di inserire con i rischi di arrivare agli sgoccioli della sessione, tra tre mesi, rappresenta comunque un buon vantaggio che dà la possibilità di potersi prendere i giusti spazi per riflettere e compiere le valutazioni ottimali. Vero che il Brescia non fa mistero di non considerare incedibili Mangraviti, Bianchi ed eventualmente Andrenacci, ma le loro partenze non sono «tassative» e si verificherebbero solo nell’eventualità di andare a trovare situazioni nettamente migliorative altrimenti resterebbero senza strascichi.
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