Calcio

Brescia, fino alla fine: a Monza per una notte da tutto per tutto

Allo U Power Stadium, le rondinelle in semifinale play off sono a caccia dell’impresa di una vittoria con almeno due gol di scarto
Erica Bariselli

Erica Bariselli

Giornalista

Sarà una partita di grandi duelli -  Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it
Sarà una partita di grandi duelli - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it

Abbiamo un grande sogno in fondo al nostro cuore: vedere il nostro Brescia lottare con onore. La lotta e l’onore: non possono che essere queste le stelle polari da seguire per tentare di mettersi almeno sulla scia di un’impresa. Si può fare? La risposta è sì, perché si può pensare. E se puoi pensarlo, puoi farlo. In fondo nella storia dei play off è già successo (a Livorno e Cittadella) di assistere a ribaltoni clamorosi. Poi, in fondo questa è pur sempre la coda di un campionato che è stato schizofrenico. Una specie di teatro dell’assurdo come, a riflettere bene, sono state anche le prime due partite play off del Brescia: tra Perugia e primo round con il Monza, c’è stato un qualcosa, nello svolgimento, che è stato riconducibile alla logica? No.

Niente è impossibile

E allora via, avanti: ancora contro la logica che vuole il Monza a 90’ minuti dalla resa dei conti finale per la serie A contro il Pisa, che ieri sera ha staccato il primo pass valido. La ragione è tutta dalla parte della squadra di Giovanni Stroppa che con il blitz al Rigamonti ha cementato il vantaggio dato dal regolamento e che in casa propria ha un’occasione quintalesca. Ma il sentimento lascia sempre una porta aperta e tutto infatti passa da qui: se i ragazzi di Corini se la sentono davvero dentro come un pugno, di impossibile non c’è nulla. Nemmeno una vittoria da conseguire con due gol di scarto (esempio: 0-2, 1-3, 2-4 eccetera) in condizioni non ottimali nonostante i cerotti siano meno di quanti non ce ne se aspettasse. Più che altro, è da capire quanto pesi ancora la partita di mercoledì sul groppone da un punto di vista atletico e, principalmente, mentale. Come sempre, in certi casi, è davvero tutto qui. Qui, da dove passa non solo una stagione, ma anche il futuro della gestione di Massimo Cellino con tante domande che già si addensano in questi giorni in cui nel quartier generale del Brescia pare esserci un’atmosfera sospesa tra l’oggi - il qui e ora evocato, sebbene con altre parole ieri da Corini - e un domani all’insegna di una nuova rivoluzione con la figura di Francesco Marroccu al centro di tutto: ogni ricostruzione porta al suo addio certo (verso Verona dove è il prescelto anche se contratti firmati non ce ne sono) in caso di permanenza in serie B e addirittura possibile anche in caso di miracoloso salto in alto.

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