Brescia, difesa a tre o a quattro? I pareri di tre ex rondinelle

Altobelli, Budel e Viotti analizzano le varie scelte di Gastaldello «premiando» una rosa ampia e duttile
L'allenatore Daniele Gastaldello - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it
L'allenatore Daniele Gastaldello - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it

Tre moduli in sei partite. Dal 4-3-1-2 iniziale al passaggio a 3 in difesa mantenendo il trequartista col 3-4-1-2 fino al 3-5-2 puro. Senza considerare quelli proposti «in corsa», tra cui il 4-2-4 visto negli ultimi 25’ con la FeralpiSalò. Ma qual è il «vestito» tattico che più sta meglio addosso al Brescia? L’abbiamo chiesto a tre ex rondinelle che ancora seguono, chi per passione e chi per lavoro, il cammino di Bisoli e compagni. Ecco quindi il parere di Alessandro «Spillo» Altobelli, Alessandro Budel e Sergio Viotti.

Il parere di Altobelli

«Abbiamo fin qui visto un Brescia camaleontico - dichiara l’ex bomber di rondinelle, Inter e Nazionale - che ha proposto in questa partenza di stagione diversi schemi. E questo ci fa capire che, con gli uomini a disposizione, Gastaldello è in grado di proporre vari moduli di gioco. Un allenatore che ormai conosce bene i suoi giocatori e che, in base all’avversario, può scegliere l’impronta tattica che più s’addice. Io personalmente prediligo sempre la difesa a quattro, perché con quella a tre rischi di lasciare spazi sulle fasce dove avversari veloci si possono inserire e metterti in difficoltà. Resto dell’idea che le squadre sono formate da undici giocatori che quando non hanno la palla devono tutti difendere, quando ce l’hanno devono tutti partecipare alla fase offensiva».

Il parere di Budel

«Gastaldello - ricorda l’ex centrocampista biancoblù e ora stimato commentatore su Dazn - ha dichiarato che con il passaggio al 3-5-2 vuole sfruttare il più possibile l’ampiezza del campo con i "quinti" e con quel modulo lo puoi chiaramente fare. Hai perso Bjarnason come trequartista, ma l’islandese può fare benissimo la mezz’ala nel centrocampo a cinque, anzi, magari riesce pure a coprire meglio il campo. E secondo me, il Brescia ha pure i giocatori, soprattutto dietro, adatti per giocare a tre, come Mangraviti che, da ex centrocampista, a due centrali fa fatica. E non sono d’accordo sul fatto che il 3-5-2 sia un modulo difensivo perché è come lo si interpreta: il 3-5-2 di Conte all’Inter era un modulo iper offensivo con gli esterni che giocavano all’altezza delle punte. L’impostazione di questo modulo cambia a secondo di dove giocano le mezze ali e gli esterni: ecco perché il 3-5-2 può essere iper offensivo o iper difensivo. Ma comunque, credo possa essere il modulo adatto alla rosa del Brescia».

Il parere di Viotti

«Comincio col dire che Gastaldello - afferma l’ex portiere della Badia, fresco di promozione a pieni voti a Coverciano per il patentino Uefa B che ha conseguito svolgendo l’esame orale insieme a Gaetano Berardi, ultimo arrivato in casa Brescia come vice in Primavera - è un buonissimo allenatore e la persona più adatta, avendo sotto gli occhi tutti i giorni i giocatori, per capire quale sia il modulo migliore, magari anche considerando l’avversario da affrontare. E l’ha dimostrato variando l’assetto in corsa per recuperare le ultime due partite con Ascoli e FeralpiSalò. Senza dimenticare che la campagna acquisti è partita in forte ritardo per le note questioni e molti nuovi arrivi devono ancora integrarsi al meglio. Personalmente mi piacerebbe giocare col 4-2-3-1 o con il 3-4-1-2 perché un giocatore che non dovrebbe mai mancare è il trequartista. E ci vedrei bene Olzer che ha qualità incredibili. Credo molto nella qualità e i tre giocatori che non dovrebbero mai mancare oltre a lui sono Bjarnason e Borrelli: hanno caratteristiche per fare la differenza in B».

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