Spezia-Brescia, partita secca valida per i sedicesimi di finale, non è una primizia in Coppa Italia. Sette anni fa, all'inizio della stagione 2015-2016, per il secondo turno della competizione, le rondinelle di Roberto Boscaglia giocarono al Picco contro i liguri (anch'essi però allora in serie B) del croato Nenad Bjelica: passarono solo 45 secondi per la botta da fuori di Piccolo che alla fine, nonostante un gol annullato a Kupisz e un palo nel finale, risulterà essere il gol-vittoria che eliminò i biancoblu.
Tra le grandi in Coppa Italia
Una competizione alla quale il Brescia ha partecipato ben 74 volte su 76 edizioni, risultando il quinto club in assoluto (dietro soltanto a Bologna, Inter, Juventus e Milan) al pari di Genoa, Lazio, Roma e Torino in quanto a presenze. Cammini però spesso non troppo lunghi. A pari categoria il Brescia (in serie A) raggiunse una semifinale storica: un traguardo d'orgoglio ma anche di lacrime. Era il gennaio 2002 e la Leonessa guidata da Mazzone, che aveva eliminato la Roma di Capello vincendo sia all'Olimpico (1-0) che a Mompiano (3-0), sfidò il Parma su 180'. L'andata resterà, purtroppo, nella memoria di tutti dato che non si giocò per la tragica morte di Vittorio Mero. La partita fu così rinviata ad una settimana dopo dove i ducali s'imposero per 2-0 con i gol di Marchionni e Nakata e dove arrivarono altre lacrime, quelle di Roby Baggio che, appena rientrato da un infortunio, si ruppe i legamenti del ginocchio, ennesimo crack per il divin codino. Non bastò al Brescia il 2-1 del ritorno al Rigamonti del 7 febbraio successivo con Giunti e Salgado a ribaltare il vantaggio ospite di Bonazzoli che mandò il Parma in finale con la Juventus.



