Facce rabbuiate, teste basse. Una sigaretta via l’altra passeggiando nervosamente, dentro e fuori dalla pancia del Barbera. Lo sguardo perso nel vuoto al pari di quello dei giocatori che, silenziosi e imbronciati, sfilano veloci di passaggio verso il pullman. Massimo Cellino è sceso a Palermo e nel dopo partita si è prima di tutto intrattenuto a lungo con il diesse Renzo Castagnini. Tra i due uno sconsolato conciliabolo scambiando opinioni e impressioni. Inquadrando anche la posizione di Rolando Maran col quale poi Cellino, sia in solitaria che con lo stesso Castagnini, si è confrontato negli spogliatoi.
Il faccia a faccia
Un colloquio, di almeno 15’, che è apparso subito come segno della volontà di non provare a dare una ulteriore nuova sterzata in panchina. Un segnale corroborato anche dal fatto che presidente e tecnico (sempre con Castagnigni) hanno anche cenato insieme in hotel prima di imbarcarsi sul volo di rientro a Brescia. Insomma: Cellino non dà l’idea di pensare a un cambio, che d’altronde darebbe l’idea della disperazione, in panchina. È chiaro però che la partita col Cesena diventa cruciale e un «mai dire mai». Col presidente – ha detto l’allenatore nell’intervista a Teletutto – abbiamo condiviso la lettura della partita col rammarico per quanto fatto soprattutto nel secondo tempo. Ci siamo detti di ripartire da lì».




