Calcio

Brescia a Cittadella cercando il colpo da secondo posto

Calcio d’inizio alle 20.30: Lecco nel mirino, ma i veneti possono scavalcare l’Union, a secco di gioie da tre turni di campionato
L'esultanza in Coppa Italia - © www.giornaledibrescia.it
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Chiamasi Cittadella. Dicesi nemesi. Per il Brescia non esiste momento chiave di un campionato che non preveda un confronto con il Cittadella. Al «Tombolato», e coi granata in generale, non si gioca mai «per niente». E infatti, l’incrocio in notturna in terra veneta, può finire per dettare il ritmo delle ambizioni e della testa dei biancoblù. Che possono uscire dal campo ancora terzi, secondi oppure quarti.

Classifica cristallizzata - ma in caso con altri due punti persi sulla capolista sempre più capolista Vicenza - in caso di pareggio. Upgrade importante con ritorno al secondo posto ai danni del Lecco (ieri ko proprio con chi comanda) in caso di blitz. Oppure, scivolamento al quarto posto se al Citta riuscisse di mettere in fila l’ottava vittoria consecutiva. Quest’ultimo scenario, potrebbe avere ricadute negative su un morale sul quale ogni giorno, per tenere botta di fronte alle traversie, si fa un lavoro di cesello.

È un vero big match (peccato mancherà il tifo dei bresciani) quello che va in scena alle 20.30. E sarà l’ennesimo «misurometro» delle possibilità per la squadra di Diana di mantenersi sempre e comunque temibile. Di saper gestire i fattori negativi interni - le assenze - così come quelli esterni: la forza delle avversarie. Una bella dimostrazione i biancoblù l’hanno già data una settimana fa col Vicenza. Con un punto, ma soprattutto una prestazione, che hanno rimesso tutti i tasselli al proprio posto dopo quella che era stata una settimana complicata.

Poi, è arrivata la Coppa Italia. E a prescindere da come la si pensi in merito al rapporto costi-benefici della manifestazione, resta che i Diana’s hanno saputo cogliere il bello che non è stato tanto nel passaggio del turno, quanto nelle risposte fornite da alcuni giovani e dai mattoncini di fiducia portati e messi dai veterani: il fatto che Balestrero e Silvestri abbiano trovato la via del gol aiuta mentalmente una squadra che ha bisogno come il pane di reti alternative a quelle degli attaccanti che non ci sono. Già: non va dimenticato che il Brescia resta una squadra in piena emergenza.

Cosa serve stasera?

Provare a ritrovare un successo che in campionato manca da tre turni. Anche per un’altra mancanza che è, appunto, quella dei gol: appena uno nel trittico privo di gioie mentre sono comunque solo due (sempre parlando di campionato) quelli segnati nell’ultimo mese. Per arrivare a dama, serve una partita di battaglia e sacrificio contro una squadra che, trascorrono gli anni e cambiano le categorie, ma continua a rimanere un mistero per niente buffo.

A rimanere immutato è il Dna di squadra rognosa che alleva allenatori in casa (ora tocca a Manuel Iori) e che è specializzata in cortomusismo: il cinismo, ha portato in dote sette vittorie consecutive di cui cinque portate in cascina col risultato di 1-0 e le altre col 2-1. La fotografia complessiva, è quella di una squadra che, partita in rincorsa, arriva a puntare al terzo posto con il peggior attacco (13 reti) e la seconda miglior difesa (10 gol subiti). Chiamasi Cittadella. Dicesi nemesi.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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