Il Brescia sarà in «prima visione»: manca però l’accordo con le tv

Col Palermo le rondinelle giocano la gara inaugurale, ma la questione diritti per la serie B è ancora in alto mare
Erica Bariselli

Erica Bariselli

Giornalista

Massimo Cellino, presidente del Brescia Calcio - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
Massimo Cellino, presidente del Brescia Calcio - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it

L’estate più normale di sempre (scongiuri sempre legittimi) per il Brescia dell’era Massimo Cellino coincide con l’estate più pigra e strana della serie B: nessuno ha avuto fretta – anzi – di scegliere chi l’allenatore, chi il direttore sportivo, chi entrambi, nessuno sta avendo fretta di far decollare un mercato che per molti dovrà prevedere prima cessioni e, dulcis in fundo, quando manca poco più di un mese alla partenza, ancora non si sa chi e come trasmetterà le partite del campionato di serie B.

Dunque, il Brescia che al debutto contro il Palermo sarà da prima visione – il match è stato scelto (manca solo l’ufficialità, ma così sarà) come gara inaugurale, da giocarsi venerdì 16 agosto, del torneo –, ma senza che si sappia dove, al di fuori dello stadio Rigamonti, questa visione potrà avvenire.

Il bando

Il bando per la compravendita dei diritti della serie B è stato pubblicato a gennaio scorso, ma le trattative con Sky e Dazn procedono a rilento, per non dire che sono in alto mare: per le piattaforme televisive il gioco è ovviamente al ribasso mentre dall’altra parte c’è una Lega di categoria che tenta di restare il più possibile compatta per tenere duro e difendere il prodotto.

La situazione è piuttosto delicata e naturalmente non mancano risvolti e retroscena da politica del pallone con immancabili veleni annessi. A ogni modo, si cerca di tirare dritto e di lavorare perlomeno a un compromesso che possa portare a un punto di incontro.

Le possibilità

Resta la fiducia, alla fine è più che probabile che la visione delle gare di serie B resterà invariata, ma certo i club dovranno scordarsi i circa 40 milioni del precedente «ciclo»: realisticamente, considerata la congiuntura (anche la serie A ha dovuto fare una «piega» e in giro per l’Europa - la Ligue 1 francese è ancora senza «compratori» – la situazione non va molto meglio), si potrà chiudere intorno ai 27 milioni (ovvero con un ritorno alle cifre del triennio ’18-21) con una bella contrazione dei ricavi per un serie B che oltretutto deve fare pure i conti con un taglio della mutualità dalla serie A di 18 milioni.

È chiaro che in alcuni club di serie B, e in particolare come è facile immaginare tra chi ha i bilanci a posto, stia prevalendo la linea della fermezza (il Brescia fa parte di questo schieramento) e quindi appunto di non cedere alle prime offerte (allo stato attuale poco più di 20 milioni) dei competitor, a costo di rischiare di arrivare «scoperti» ai primi turni di campionato. Intorno a fine luglio ci si risiederà al tavolo delle trattative e si capirà se la schiarita auspicata e attesa potrà effettivamente esserci.

Remota, ma esiste anche una possibilità che si vada al muro contro muro. Qualora l’assemblea di serie B a un certo punto (ma servirebbe il voto dei 2/3 dei club) dichiarasse l’invendibilità del prodotto, a quel punto le società potrebbero provare a procedere con la commercializzazione soggettiva. Per ora è fantasia: per ora meglio immaginare un Brescia-Palermo da prima visione che possa... essere visto. 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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