Down Under: nell’emisfero del Brescia gira tutto un po’ al contrario. Succede che nel momento più buio da una punto di vista tecnico-sportivo, una presa di posizione - legittima, ci mancherebbe altro - sia affidata a un direttore generale che non ha mandato sulla parte sportiva e si occupa di conti. Quelli che nessuno ha mai discusso. E semmai la preoccupazione, il terrore, è quello che il Brescia possa diventare la squadra con il miglior bilancio della serie C.
Anche a freddo sfugge la ratio della conferenza stampa di ieri, ma non sfugge la sensazione che tra contenuti, toni, espressioni sopra le righe, ne sia uscito un nuovo autogol. Se l’intento era quello di distendere (ovvio che se un’aggressione a Cellino - della quale nessuno era a conoscenza - c’è stata non ci esimiamo da una condanna forte), la missione non è riuscita. Per il merito delle questioni tecniche, il dg Luigi Micheli - che ha in qualche modo forse inteso anche rivendicare una sua centralità nel mondo Brescia - ha spedito la palla al direttore sportivo Giorgio Perinetti che in effetti è a sua volta tornato centrale nelle scelte tecniche.




