Brescia, Borrelli sì oppure no? Tutto ruota attorno a questa scelta

In società si spinge Cellino a procedere al riscatto anche se la punta non vuole per una questione strategica
Erica Bariselli

Erica Bariselli

Giornalista

Il grande punto di domanda è l’attaccante di proprietà del Frosinone Gennaro Borrelli - © www.giornaledibrescia.it
Il grande punto di domanda è l’attaccante di proprietà del Frosinone Gennaro Borrelli - © www.giornaledibrescia.it

Rischia di diventare una telenovela. O anzi, è già una telenovela. Che però ha già dato tutto il «meglio»: tanto che ora manca solo di conoscere il finale. Che è un finale aperto con l’ultima puntata prevista tra il 12 e il 14 giugno. E da qui ad allora, non sono nemmeno previsti sviluppi particolari. A questo punto, è tutto molto semplice: o il Brescia riscatta Gennaro Borrelli dentro la finestra temporale sopra indicata, oppure no. E dipende solo dal Brescia. Tutte le carte sono sul tavolo e ci ha pensato il giocatore a sparigliarle mandando segnali di rottura. Manifestando la sua volontà a non diventare a tutti gli effetti un giocatore del Brescia scegliendo di non presentarsi alla visita medica alla quale il club - col quale a prescindere dalla proprietà Borrelli è tesserato fino al 30 giugno - avrebbe voluto sottoporlo. Tutto chiaro. Così come le condizioni di riscatto del Frosinone - quelle sottoscritte a suo tempo, con una operazione del costo complessivo di 4 milioni di euro tra prestito da pagare e saldo - e il quadriennale da 350.000 euro l’anno (più alcuni bonus a salire) che scatterebbe per il giocatore nel momento il cui il Brescia dovesse far scattare l’opzione a proprio favore.

Massimo Cellino è molto arrabbiato, ma soprattutto umanamente dispiaciuto per le modalità scelte da Borrelli e dal suo entourage. In questo momento il presidente del Brescia, che per smaltire l’amarezza ha deciso di andare all’estero qualche giorno, è molto titubante sul da farsi mentre non hanno dubbi i suoi collaboratori: Borrelli va riscattato a prescindere dalla volontà del giocatore al quale, per ragioni di mercato con fronti già aperti e altri che per lui si possono aprire, conviene avere le mani più libere rispetto a come le avrebbe legandosi con un quadriennale al Brescia.

Le valutazioni

Riscatto da effettuare, per gli uomini del presidente, non tanto per una ripicca, bensì per una questione puramente strategia e funzionale. Perché chi ha gli attaccanti, comanda il mercato. Intanto c’è la convinzione che se il Brescia effettuasse il riscatto e puntasse ancora su Borrelli per sé, il mal di pancia da mercato aperto, passerebbe nel giro di poco.

Vero che il vento ambientale nei confronti del giocatore è già girato ed è contrario, ma basterebbe che si mettesse d’impegno e qualche gol per sistemare la situazione. Oppure, Borrelli si potrebbe anche subito rivendere oppure lo si potrebbe mandare in prestito oneroso fissando un diritto o un obbligo di riscatto a una cifra molto alta, di 6-7 milioni.

Questo vuol dire comandare un mercato sul quale c’è una incredibile carenza di punte, specie di prime punte alla Borrelli. E chi le ha o se le tiene strette o cerca di farsele pagare carissime. Senza contare gli ingaggi: giocatori di un certo tipo non ce n’è e chi lo è si fa strapagare. Coda, Tutino, Iemmello, Gytkjaer, lo stesso Torregrossa (che come avevamo riportato giorni fa è stato proposto dal Pisa che si accollerebbe buona parte dell’ingaggio, Cellino non ha risposto né sì né no) spaziano tra i 700.000 e il milione di euro di ingaggio. Impensabile, tra costo dell’operazione (6-7 milioni) e stipendio, arrivare a Brunori.

Il Brescia ha altri parametri tanto che nessuno in rosa arriva ai 400.000 euro. È passato per la testa il nome del 2004 U21 Antonio Raimondo, quest’anno 9 gol alla Ternana, ma il Bologna al quale appartiene sarebbe al massimo disposto a un prestito secco in un quadro di condizioni non favorevoli al Brescia.

Si sta scandagliando il mercato estero (gli occhi sono anche sui campionati minori spagnoli), ma nel rapporto esigenze/costi, ancora non è maturato nulla.

Per tutto questo, quello su Borrelli - limitandosi a valutazioni razionali e senza lasciarsi andare all’emotività - resta un investimento senza se e senza ma che si ripagherà da solo: o a suon di gol per il Brescia, o come merce di scambio.

Peraltro, il Brescia deve anche trovare un altro attaccante: si registra un interessamento (per ora ancora vago) a Frank Tsadjout (24 anni) della Cremonese: ma un attacco si può completare solo se prima si mettono le basi. 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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