Avanti piano. Premessa necessaria: quest’incedere lento, se non corretto per tempo, non può portare da nessuna parte. Lo dicono i numeri: il Brescia, pur avendo messo in fila tre pareggi conditi da segnali di crescita più o meno generalizzati, è scivolato all’ultimo posto in classifica. Gli stessi numeri che portano però a galla un dato sorprendente: sabato a Venezia la squadra di Gastaldello ha fatto registrare un indice di gol attesi (fornito da Kama Sport) pari a 2.87. Il più alto di tutta la stagione. Nelle secche di questo attacco, tornato a bucare la porta malgrado i propri limiti macroscopici, era l’ultima novità che fosse lecito attendersi.
È l’ennesimo coniglio estratto dal cilindro di una squadra che è tutto fuorché dimessa o rassegnata. L’esatto opposto: le ultime gare testimoniano come i giocatori siano determinati a ribellarsi alla loro stessa natura, o più semplicemente alle troppe lacune di un organico che paga queste mancanze con la sterilità offensiva.



