Brescia a due velocità: tanti cali nei secondi tempi

L’andamento ondivago del Brescia è una struttura ricorsiva, fatta di sottostrati ed elementi ricorrenti. La squadra di Maran non è mai uguale a sé stessa, nemmeno all’interno della stessa partita. Decantarlo in chiave positiva, come espressione della duttilità tattica del gruppo, è corretto. Ma c’è pure un risvolto meno lieto: difficilmente il Brescia trova la forza di tenere il punto per novanta minuti.
Gli alti e bassi si avvicendano nel perimetro delle singole gare, non soltanto di giornata in giornata. Una matrioska da scomporre per provare ad alzare ancora il livello ed effettuare il tanto desiderato, ulteriore, salto di qualità.
Due velocità
C’è un Brescia da primi tempi, e uno da riprese. Viaggiano a velocità completamente differenti. Il secondo macina meno reti del primo e ne incassa molte di più. Tanto che se si stilasse una classifica tenendo conto solamente dei secondi tempi, i biancazzurri avrebbero quattro punti in meno e sarebbero in piena zona play out, al diciassettesimo posto.
È evidentemente una forzatura, perché il dato è anche frutto di pratiche archiviate in 45’, e quindi di conseguenti gestioni più o meno in scioltezza (vedi Frosinone e Cremonese). Però aiuta a proiettare una tendenza che una consistenza di fondo ce l’ha eccome.
Dopo l’intervallo
Sono appena quattro le squadre (Sampdoria, Frosinone, Cesena e Cittadella) che hanno subito più gol del Brescia dopo l’intervallo (sette). L’ultimo quarto d’ora è il segmento più critico: le rondinelle sono state infilzate cinque volte in questo lasso. Troppe, più di chiunque in serie B. Succede da tre gare consecutive in campionato: a Pisa Tramoni mise a segno il gol contestato gol partita al 78’, la Cremonese realizzò il 3-2 con Bonaiuto all’81’ e c’è la recentissima rete di Debenedetti, a Mantova, a 8’ dalla fine. Andando a ritroso poi ci sono la rete subita a Bolzano da Odogwu all’85’ e, ancora prima, il 2-0 della Reggiana con Portanova all’86’.

La panchina
È una statistica che stimola delle riflessioni. È semplicemente frutto del caso? Esiste un tema di autonomia limitata nell’impiego di energie psicofisiche? O forse va corretto qualcosa nell’atteggiamento? Orientarsi in questo ginepraio è pressoché impossibile. Si può però partire da un assunto: la panchina, sin qui, ha inciso poco.
L’unico subentrato a trovare il gol in queste prime otto giornate è stato Moncini, a segno - rete peraltro ininfluente ai fini di un risultato già ampiamente a favore - su rigore contro il Frosinone (battuto 4-0). Poi il vuoto. Una rete su trentasette cambi effettuati in totale da Maran: pochino. In proporzione è uno dei dati più bassi in tutta la B.

Riflessioni
Numericamente il Brescia ha un’alternativa in ogni ruolo, meno in termini di affidabilità: c’è disparità tra prime e seconde linee. Maran può pescare qualche jolly in più rispetto alla scorsa stagione, e quindi il dato è migliorabile, ma è evidente che qualche zona sia scoperta.
A Mantova Bisoli si ferma per infortunio e subentra Fogliata: avvicendamento sanguinoso, e non certo per colpa di Riccardo, che in rosa è tra i migliori prospetti e che non ha nemmeno demeritato in termini assoluti. Però l’emorragia tecnica in un cambio come questo è insindacabile. Riflettere su questo aspetto può essere utile. Magari anche in sede di mercato, quando ce ne sarà l’opportunità.
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