Brescia: a Cesena per la rinascita, ma è un viaggio della speranza

Va’ dove ti porta il cuore: per forza di cose, oltre l’ostacolo. Là dove, per l’ennesima volta, quel cuore bisogna provare a gettarlo. Mai una gioia: perché oltre a Bisoli, Moncini e Galazzi, hanno salutato la compagnia che si è imbarcata sul pullman verso Cesena anche Cistana e Borrelli. E non sta bene nemmeno Fogliata.
Mai un gioia in fondo tra l’altro alla settimana che ha portato alla frattura tra club e Comune per il caso Imu che a dir poco mortifica. Intanto, per quanto riguarda il campo, più emergenza di così, per l’ennesima volta in sole dieci partite peraltro, sarebbe difficile.
In missione
È un’altra chiamata alle armi: una di quelle alle quali peraltro il Brescia non si fa mai pregare a rispondere nello spirito. È sempre dura, oggi di più. Perché al «Manuzzi» (attesi 10.000 spettatori in un clima di gemellaggio suggellato dalla presenza – con giro d’onore – di Darione Hubner) il Brescia ci arriva col profondo bisogno di darsi e dare una risposta dopo la manata presa dal Sassuolo e perché dunque, prima di tutto, è delicata mentalmente.
E poi lo è tecnicamente: sarebbe stata così anche con più risorse, figuriamoci ora. Senza contare che dall’altra parte c’è, a sua volta, una squadra che nel proprio stesso stadio, come il Brescia, settimana scorsa ne ha prese cinque.
Questione di testa

Oggi sarà a chi ne ha di più in generale ed è chiaro che il Brescia, per pensare di giocarsela di fatto senza rotazioni e di possibilità di diverse situazioni in corsa, dovrà sopperire alle sue mancanze (per contro: è una grande occasione per le seconde linee che fin qui per vari motivi non hanno convinto) con una prova di grande spessore emotivo, concentrazione e tenuta nervosa.
È troppo importante: perché quella di oggi è una gara delicata in un periodo che da qui alla sosta, con il pensiero dello Spezia già martedì, darà delle sentenze.
La graduatoria
Inoltre, corre già l’obbligo di dare pure un’occhiata a una classifica che dal quarto al quattordicesimo posto, è cortissima: ci sono 11 squadre racchiuse in tre punti. C’è anche il rischio di ritrovarsi fuori dai play off…
L’avversario
Ma tra Sparta e Atene, non se la passa benissimo neanche il Cesena – secondo per rendimento casalingo –, che ha le sue gatte da pelare. Mignani è stato tutta la settimana post Sampdoria alla ricerca del modo di chiudere la porta (la difesa, con 17 gol presi, è la peggiore di tutte), oltre al fatto che mancherà tra gli altri un pezzo clou come Kargbo.
Una chiave odierna potrebbe essere nei calci piazzati: il Brescia da fermo ha già segnato sei gol, il Cesena, che non ha una difesa di «fulmini» (triplo rammarico per l’assenza di Borrelli...) incassa invece il grosso da queste situazioni. E anche per questo, ma non solo, pure Mignani tra necessità e bisogno di aggiustamenti, dovrebbe ritrovarsi a mischiare le carte. Ergo: pochi punti di partenza e certezze per tutti. Dunque, cosa si fa? Si deve pensare di abbracciare la battaglia. Si deve saper stare dove si è con quello che si ha. Sì deve, comunque essere il Brescia.
Le ultime di formazione

Oltre ai soliti indisponibili Bisoli, Galazzi e Moncini, ecco le «tegole» dell’ultimo minuto rappresentate dal nuovo forfait di Cistana (forte pallonata alla testa nell’allenamento di giovedì, che gli procura capogiri), dalla febbre di Borrelli e dal fastidio muscolare di Fogliata. Il Brescia potrebbe passare a tre dietro con Papetti, Adorni e Jallow. Non è escluso però il modulo a quattro con l’inserimento di Bertagnoli.
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