Calcio

Baggio-Guardiola: il «G2» che ha rimesso Brescia al centro del mondo

Dalla comparsata in tv al colpo di scena della cena: cronache di una tre giorni destinata a lasciare il segno
  • Baggio e Guardiola insieme a Brescia
    Baggio e Guardiola insieme a Brescia - © www.giornaledibrescia.it
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C’erano un Pallone d’oro e tre Champions League. Ah: e un campione del mondo. Nella saletta denominata «Silver» del ristorante Laboratorio Lanzani insomma, si è riunita la storia del calcio. Non la storia del calcio bresciano: la storia del calcio.

Che però è stata fatta proprio da chi, a sua volta, e in modi differenti (Roby è Roby, Pep è Pep e Toni è passato alla storia come l’acquisto più costoso di sempre del club), ha scritto anche la pagine più importanti della storia del Brescia. E ora, la città, ha una nuova ricorrenza da mandare agli annali. Ci sono state le X Giornate. Ma d’ora in poi, da celebrare e non dimenticare mai, ci saranno anche le III Giornate (e mezza) che hanno riportato il nome della nostra città e dei colori bianco e azzurro raccordati da una V al centro della scena mondiale.

La notte delle stelle

Con la notte delle stelle che si è consumata martedì che è stata l’epilogo di quello che è stato un gran crescendo con i tempi dettati da colui che i tempi li dettava da giocatore clamoroso e che ora lo fa da allenatore geniale. Ovvero Pep Guardiola. Lui ci ha messo le tre Champions League. Roberto Baggio ha portato il Pallone d’oro. E Luca Toni ha condito tutto con il titolo di campione del mondo. Robe da pazzi. Robe da Brescia.

Le due leggende in compagnia di Toni - © www.giornaledibrescia.it
Le due leggende in compagnia di Toni - © www.giornaledibrescia.it

L’eternità, di Gino Corioni ovvero «l’unico presidente che non ho fatto guadagnare» ha detto con rammarico Toni che quella frase - aneddoto inedito - la scrisse sulla maglia del Bayern Monaco che portò in regalo, in segno di riconoscenza, all’uomo di Ospitaletto. Alla cui memoria proprio martedì sera, alla chiamata congiunta di Guardiola e Baggio, si sono levati i calici.

Il «G2»

Ma vale la pena di fare un «recap» e di ricostruire come si è arrivati a istituire un «G2» - in semplicità, come piace ai due potenti, anche nei cuori, del calcio - nella nostra città. Avrebbero potuto scegliere qualsiasi location. Hanno scelto di andare sul sicuro «perché qui - è il loro pensiero - ci sentiamo protetti, coccolati e amati prima di tutto come persone al di là di "chi siamo"» optando anche per quello che ormai è il loro ristorante di fiducia.

Anche qui, sul sicuro, col titolare Alessandro che ormai conosce a menadito i gusti culinari, e in fatto di buon bere, dei due divini. Coccole: avevano bisogno di coccole. E di privacy. Infatti, il «tavolo degli eletti», è stato per pochissimi e sceltissimi dai due. Che avevano voglia e bisogno di parlarsi senza troppe distrazioni. Entrambi però hanno richiesto la compagnia di Luca Toni, che fu (ed è ancora in un certo senso) uno straordinario uomo spogliatoio. E che Pep aveva voluto come unico commensale anche la sera precedente, sempre da Lanzani.

Pep legge il GdB: l'articolo racconta la sua serata da Fazio insieme a Baggio - © www.giornaledibrescia.it
Pep legge il GdB: l'articolo racconta la sua serata da Fazio insieme a Baggio - © www.giornaledibrescia.it

«Pep - ha detto ridendo Toni - con la storia del falso 9 da te inventato hai rovinato il calcio: io per 4 anni non ho trovato squadra... Ma ti piacciono i centravanti?». La risposta di Pep: «Certo... Infatti ho Haaland che ha fatto 60 gol... I centravanti mi piacciono, ma devono essere bravi...». E Luca: «Ah... allora forse per questo non trovavo squadra...». E giù risate. Ma quanti aneddoti e quanti amarcord (gettonatissimi quelli sui fratelli Filippini). Poi, tra un racconto e un altro, anche lo spazio per confidenze, serie, di vita e quotidianità. Sì, ma come ci siamo arrivati? Galeotta fu l’ospitata di Pep Guardiola a «Che tempo che fa».

Tutte le tappe

Richiesta accettata da parte del tecnico del City. Poi, Discovery ci ha messo il carico chiedendo anche la disponibilità, in video, di Baggio. Affare fatto. Nel frattempo, ai suoi intimi della nostra città, Guardiola aveva fatto sapere che avrebbe allungato il suo soggiorno italiano aggiungendo alla tappa milanese, due giorni a Brescia. Dove è arrivato, soggiornando nell’hotel dell’Areadocks (diventato ormai un altro punto di riferimento grazie, anche qui, alla riservatezza che gli viene garantita nonostante sia uno dei luoghi più frequentati dai bresciani), nella notte di domenica.

Guardiola si è comportato con grande naturalezza, come uno qualunque, da par suo. Colazione non in camera, ma al tavolo della sala centrale. Aveva anche del lavoro da sbrigare (domenica c’è la partita con il Wolverhampton) al pc: lo ha svolto sempre allo stesso tavolo in cui ha preso un cappuccino (la sua passione), interrotto ogni tanto dalla richiesta di una fotografia.

Lunedì ha pranzato (ravioli al plin) al Bistrot Lanzani, la sera come giù ricordato ha cenato con Toni e il giorno dopo ha ripetuto la parte del lavoro al pc per poi spostarsi nella parte «Loft» dell’Areadocks dove ha pranzato con Antonella Corioni e la figlia Carolina. Nel frattempo, dopo che Baggio in tv aveva lasciato intendere che con Pep si sarebbero visti dal vivo, è partita la caccia all’indiscrezione. Si pensava che si sarebbero visti chissà dove. E invece, siccome l’assassino è sempre il maggiordomo, la pista da battere è sempre stata la più scontata. Alla fine, un Pallone d’oro, tre Champions e un titolo di campione del mondo in aggiunta sono finiti dove li ha portati il cuore. Per tre ore abbondanti di «convention».

Guardiola e Baggio con Alessandro Lanzani, ristoratore di fiducia - © www.giornaledibrescia.it
Guardiola e Baggio con Alessandro Lanzani, ristoratore di fiducia - © www.giornaledibrescia.it

Poi, ieri mattina Pep ha salutato e - immancabile vassoio di adorati cannoncini sotto braccio - è volato a Manchester. Non prima di essersi promessi con Roby e Luca altro tempo di qualità da trascorrere insieme, nel bisogno di tutti di godere maggiormente della «vita vera». «È stato bellissimo rivedervi amici miei» le parole di Baggio sposate da Pep. Figuratevi per noi, ragazzi. Venti anni come mai trascorsi: è ancora il Brescia di quei due.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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