Eccellenza, Lumezzane in serie D con gli specialisti

Franchi a sei promozioni, Giosa è a quota quattro: «E adesso manteniamo il nostro spirito vincente»
Un'immagine della partita del Lumezzane a Darfo - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it
Un'immagine della partita del Lumezzane a Darfo - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it
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«Tra vincere e andarci vicino passa tutta la differenza del mondo: è vero che il nostro margine è stato ampio, ma saremmo stati pronti anche in caso di punto a punto». Ne è convinto Antonio Giosa, difensore centrale del Lumezzane, neopromosso in serie D. Una squadra di specialisti, in promozioni. Giosa è alla sua quarta, dopo quelle con Reggina, Como e Avellino. Stefano Franchi domina dall’alto con sei, ottenute con Mantova, Piacenza, Pro Piacenza, Pergolettese e a Lumezzane.

I numeri

Due volte, la prima nel 2008. «E c’ero anche io nella rosa che - ricorda Franchi - salì poi in C1. Sono passati 14 anni, ma ho scoperto che prima di domenica non c’erano state altre promozioni nella storia del Lume. È cambiato tutto, da ragazzino sono diventato un uomo. Ma vincere anche in Eccellenza è bello ugualmente, non ci sono differenze. In carriera ho perso anche due finali play off e uno spareggio: diciamo che adesso ho allungato sulla malasorte e sono avanti 6-3». A quota tre troviamo Simone Pesce (Novara e Cremonese, prima di Lumezzane) e anche Okyere Gullit (Grumellese e Pergolettese) e Federico Peli (specialista in Eccellenza dopo i successi con Adrense e Sona).

«Qui sono arrivato in inverno - spiega Peli - e mi sono trovato subito benissimo. Per tanti motivi: il 4-3-3 del mister, che è il mio modulo ideale; la serenità con la quale si lavora; la professionalità dello staff e della società, che è già strutturata per un futuro radioso, oltre la serie D. In più ho giocato spesso e segnato, non potevo chiedere di meglio: credo che avere giocatori abituati a vincere aiuti l’ambiente a superare qualsiasi momento, anche quelli difficili, che però noi non abbiamo vissuto».

La prima volta 

Andrea Caracciolo, capitano anche fuori dal campo per l’infortunio, aveva festeggiato nei play off col Brescia nel 2010, dunque formalmente è al suo primo campionato vinto, a 40 anni già compiuti. Hanno invece concesso il bis Nadir Minotti (fu promosso con il Breno nel 2019) Papa Dadson (che aveva festeggiato a Rezzato) e Alberto Torelli (andato in A col Carpi) e Marco Tognoni (salito in C l’anno scorso a Fiorenzuola). E poi naturalmente c’è il condottiero Arnaldo Franzini, al suo quinto sigillo. «Ma adesso voglio chiudere a +20», ha detto il tecnico subito dopo il trionfo. Giosa gli dà ragione. «Dobbiamo mantenere, e se possibile migliorare ancora, lo spirito vincente. E per farlo l’unica ricetta è continuare così: non molleremo nulla nelle sei giornate che mancano».

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