Eccellenza, Ciliverghe da -12 a -5: il Pirata «vede» l’arrembaggio

In un mese grandi risultati, ma De Paola ha i piedi per terra: «Difficile che là davanti rallentino entrambe le fuggitive»
Giovanni Gardani
Luciano De Paola, allenatore del Ciliverghe di Eccellenza - © NewReporter Papetti
Luciano De Paola, allenatore del Ciliverghe di Eccellenza - © NewReporter Papetti

«Ai ragazzi dico sempre, scherzando ma non troppo, che erano un gruppo di scappati di casa e ora sono, come si dice dalle mie parti, in Calabria, una pigna». Luciano De Paola, allenatore del Ciliverghe di Eccellenza, usa un parallelo che sottolinea l’unità e la coesione del gruppo, preparando - per mantenere fede al suo soprannome, Pirata - l’ultimo arrembaggio. Da -12 a -5 in un mese, il Ciliverghe potrebbe davvero inserirsi in quello che sembrava un duello esclusivo tra Soncinese e Pavonese.

Le parole

«In tutta onestà, credo sia difficile puntare il primo posto - precisa De Paola -. Non lo dico per fare il pompiere, ma perché il calcio insegna che, avendo due squadre davanti di 5 punti, se cede una, in genere tiene botta l’altra. Certo, noi non dobbiamo sbagliare per non avere rimpianti, ma questo gruppo sta già facendo grandi cose e tengo a sottolinearlo, comunque vada».

Realismo

C’è un po’ di rimpianto per qualche punto perso a inizio 2026? «Da 50 anni sono nel calcio e dico che ognuno ha i punti che si merita - sottolinea De Paola -. Dunque dobbiamo essere sereni. Siamo stati costruiti per stare in alto, non necessariamente per vincere. E guardare il passato, ricordando qualche punto perso con le cosiddette piccole, non serve a nulla. Ai ragazzi ho detto di affrontare con tranquillità questo finale: se sentiamo troppo la pressione, possiamo finire fuori strada. Partire a fari spenti, e qualche punto dietro, può darci quella serenità che ci serve».

Col Carpenedolo è stato uno spareggio: solo la vittoria poteva dare a una delle due la giusta speranza. «È stata una partita ben giocata, contro una signora squadra che, ai play off, secondo me può arrivare in fondo. Noi abbiamo sfruttato la panchina, cosa che un mese e mezzo fa non riuscivamo a fare a causa di qualche assenza. Non è un caso che la giocata decisiva sia stata firmata da giocatori subentrati».

Ago della bilancia

Il Bsv Garda è l’ago della bilancia, scorgendo il calendario: affronterà tutte le prime tre. «A cinque dalla fine è difficile trovare formazioni fuori gioco o arrendevoli, dunque tutte sono pericolose. Quello che mi preme sottolineare, però, al di là dell’approdo, è il percorso. Mi era stato chiesto di creare un gruppo e di valorizzare i giovani, provando ad abbassare l’età media. Secondo me siamo riusciti a centrare l’obiettivo, esprimendo anche un calcio di qualità. Ora vedremo se anche il risultato finale ci premierà: ma siamo comunque all’inizio del percorso».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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