Brescia, Gastaldello: «Reazione da grandi. Sapevo che potevamo riprenderla»

Il tecnico dopo il pareggio in rimonta a Palermo che ha regalato i play off: «M’arrabbio, ci serve sempre un ceffone»
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BRESCIA, CHE RIMONTA!

Il Brescia del Barbera somiglia al personaggio letterario più riuscito di Robert Louis Stevenson: un po’ dottor Jekyll, e un po’ mister Hyde. Cronologicamente, però, l’ordine va invertito: il primo tempo è stato il perfetto raccoglitore di tutti i timori che avevano scandito la settimana d’avvicinamento, con un Palermo ficcante nelle proprie offensive e del tutto immune alle iniziative balbettanti biancazzurre. Dopo l’intervallo, però, un ribaltamento degno d’un grande romanzo.

Segnale

Volgendo lo sguardo al doppio confronto nei play out con il Cosenza, è questo il segnale che regala maggiore speranza a Daniele Gastaldello: «Abbiamo avuto una grande reazione», sottolinea il tecnico ai microfoni di Sky. Nell’analisi del tecnico c’è pochissimo spazio per l’emotività: la stagione non è conclusa. Al contrario, ne è cominciata una più breve, più intensa e soprattutto più decisiva. Proprio per questo occorre levigare in fretta difetti ed errori: «Siamo partiti troppo contratti - riflette l’allenatore -, forse abbiamo subito troppo l’ambiente. Sta di fatto che la squadra, all’inizio, non mi è piaciuta per niente».

Ribaltamento

Il plot-twist, com’è consuetudine designarlo di questi tempi, s’è consumato all’intervallo: «È lì che ho chiesto alla squadra di rientrare in campo per giocarsela e provare a ribaltarla - prosegue Gastaldello -. Ero sicuro che questi ragazzi avessero le qualità per farcela, e nel secondo tempo l’hanno dimostrato». Il tecnico pare quasi dosare scientemente carezze e rimbrotti, carota e bastone. L’effetto è duplice: alimenta la scarica adrenalinica dell’impresa di ieri, e al contempo non consente alcun calo di tensione. «Delle volte i miei mi fanno arrabbiare: sembra quasi ci serva un ceffone per riuscire a reagire, dopodiché dimostriamo di poter tener testa a squadre costruite per andare in A. Rientrare dopo l’intervallo con quell’atteggiamento, sotto di due gol e in un ambiente così, è da grande squadra».

La missione

Una forza d’urto di tale portata va estesa all’intera durata dei match, e non soltanto a segmenti parziali. Questione soprattutto d’atteggiamento: «Nel finale mi sono arrabbiato, pensavamo più ai risultati degli altri che al nostro - incalza Gastaldello -. Ora ci aspetta il Cosenza: poter giocare il ritorno in casa, di fronte al nostro pubblico, rappresenta un piccolo vantaggio. Quello vero, però, ce lo dobbiamo creare noi in campo, come stavolta». 

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