Brescia d’assalto: a Frosinone per misurare le ambizioni
Nell’aria c’è...un po’ di tutto. Un pot pourri di desideri. Si parte ovviamente dalla voglia di riscattare quello che non è stato un passo falso a livello assoluto, ma che come tale da dentro è stato vissuto («è come se avessimo perso», copyright Jagiello) perché insomma, farsi rimontare da 2-0 a 2-2 in casa non è bello. Specie se punti in alto. È indigeribile poi per chi, a esempio Inzaghi, non s’accontenta mai.
Ma nessuno si sogna di fare drammi (10 punti in 4 partite, come si potrebbe?). Che poi basta andare a rivedersi cosa è successo ieri sera - proprio in casa - alla stra favorita Parma (che addirittura oltre al ko con la Cremonese a fine primo tempo si è pure preso i primi fischi di stagione) per ricordarsi che razza di faticaccia è il campionato di serie B e quante outsider possono spuntare a ogni angolo. In particolare a settembre.
Casomai, siccome poi comunque bisogna sempre guardare a se stessi, tra le varie voglie in elenco pensando alla partita di questa sera allo stadio «Stirpe» contro il Frosinone, c’è quella di vedere una controtendenza in tema di gestione del rischio che non era stata inappuntabile già contro l’Alessandria - ma era arrivata una vittoria - ancor prima che con il Crotone. E a conti fatti, fino a qui, la partita contro i calabresi per il Brescia ha rappresentato un banco di prova più di spessore di quanto non ci si aspettasse in vigilia.
Tutto sommato, può anche non essere stato un male se la dinamica della doppia rimonta subìta, che era stata appunto preceduta da qualche segnale al «Moccagatta», è servita per rimettere l’attenzione sulle cose che ancora non girano, al meglio al centro del villaggio. Sullo sfondo, c’è sempre quella questione ormai strutturale relativa alla difesa che tuttavia non può essere affrontata limitandosi a dare la croce addosso ai centrali: è nel sistema, è nella protezione a vicenda, che occorre crescere per coprire limiti e mancanze. Giornata dopo giornata, il coefficiente di difficoltà va alzandosi, decisamente. E guardando al Frosinone, ci sono tutti gli estremi per parlare dell’anticipo del primo turno infrasettimanale come di un big match. Lo dice la classifica, col Brescia che se inanellasse la terza vittoria esterna di fila in trasferta almeno per una notte potrebbe tornare primo, con i giallazzurri che se per contro centrarssero la prima vittoria casalinga passerebbero le rondinelle.
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E per definire l’«incrocio mondiale» che vede opposti i due campioni del 2006 Inzaghi e Grosso, possiamo parlare di un confronto tra qualità dei singoli (per il Brescia) contro organizzazione (per il Frosinone). Questo, per banalizzare (ovviamente è tutto molto più di così) rispetto ai punti di forza principali delle due squadre. I ciociari, a differenza del Brescia, stanno contando su una difesa di ferro il cui leader a sorpresa si sta dimostrando il ’98 ex dopolavorista (fino a 3 anni fa giocava in D e lavorava in cantiere) Gatti. La graniticità dietro (porta chiusa da tre gare) ha consentito di mettere a frutto i soli sei gol segnati grazie a un attacco di «piccoletti» che possono risultare oltremodo fastidiosi per i gusti del Brescia. Il cui obiettivo primario (non l’unico) sarà ben guardarsi sulle fasce. In questa direzione vanno anche le sorprese - forse più tattiche che d’interpreti, ma a ogni modo stasera vedremo qualcosa di diverso - che Inzaghi pare avere in mente all’inizio di una settimana che si chiuderà ad Ascoli. Siamo curiosi, di tante cose. Si sa che l’obiettivo, quando si viaggia, è sempre quello di tornare diversi da come si è partiti.
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