Basket, orgoglio Veronesi: «Il sogno azzurro diventato realtà»

Giovanni Veronesi, con la convocazione di venerdì scorso per la gara tra Gran Bretagna e Italia, valevole per le qualificazioni ai Mondiali 2027, ha fatto la storia del basket bresciano diventando il quarto nostro conterraneo di sempre a vestire la maglia della Nazionale maggiore.
«Sono molto felice, era una cosa che negli ultimi due anni mi era un po’ sfuggita, ma volevo fortemente anche solo la possibilità di svolgere il raduno, non avendoli mai fatti con le Nazionali giovanili – racconta la guardia-ala, che poi è andata ben oltre la sola presenza al raduno di Livorno –. La sera prima ho saputo che avrei giocato e il fatto di avere la maglietta con il tuo nome è un sogno. Mi sono venuti i brividi quando hanno annunciato i convocati, per un attimo sono tornato bambino».

Prima di lui, solo il compianto Marco Solfrini, anche argento Olimpico a Mosca 1980, Carlo «Charlie» Caglieris, eclettico playmaker che però è solo nato all’ombra del Cidneo prima di crescere tra Torino e Varese, e Pietro Aradori, logratese, che detiene il record di presenze in azzurro per quanto riguarda i bresciani, con 154.
In quintetto
L’esterno quasi ventottenne si è poi tolto anche la soddisfazione di partire in quintetto. «Non mi aspettavo di essere nei primi cinque. Coach Banchi non mi ha detto nulla fino a poco prima della partita. Avevo intuito qualcosa dalla riunione video della sera prima, in cui ha comunicato gli esclusi (Bortolani, Ferrari e Flaccadori) e poi nell’allenamento mattutino, quando mi ha messo nella squadra con Mannion, Tonut, Niang e Diouf. È stato un grandissimo onore». E Giovanni, con la faccia tosta (nell’accezione cestisticamente più positiva del termine) che lo ha sempre contraddistinto, si è fatto trovare pronto: 8 punti, 3 rimbalzi, un assist in 13 minuti, e tanto buon lavoro nella metà campo difensiva.
«Sono entrato dicendomi che dovevo essere il più solido possibile, che dovevo fare il mio in difesa. Poi, in attacco, si sarebbe visto – spiega il giocatore cresciuto alla Bluorobica Bergamo –. È arrivato subito un lay-up in contropiede che mi ha tolto la tensione del primo canestro e poi, poco dopo, è arrivata anche la prima tripla». La specialità della casa su cui non ha avuto la minima incertezza, in uscita dai blocchi.
L’aneddoto
Il fatto che la gara fosse in trasferta, a Newcastle, ha però reso complessa la presenza della famiglia. «I miei genitori in realtà volevano venire, ma non si sapeva se avrei giocato, quindi sono stato io a frenarli. Mio fratello minore Giacomo mi ha chiesto la maglietta prima di partire, mentre il maggiore, Filippo, aveva fatto una promessa tempo fa. Se fossi arrivato in Nazionale avrebbe acquistato la mia maglietta dal sito ufficiale. Alla fine me ne hanno date tre... Quindi gli è andata bene».
Il campionato
Veronesi, passato tra le file di Brescia solo nella stagione 2017-2018, ora dovrà immediatamente rituffarsi nel campionato con la sua Cremona, impegnata domani, domenica, a Tortona. «La Bertram è in grande forma. È arrivata in finale in Coppa Italia. Quest’anno il club ha scelto di non fare competizioni europee. La squadra sta gestendo molto bene le energie. Sarà dura, ma è meglio partire con una gara di questo livello, perché ti permette subito di riprendere bene il ritmo». In realtà lo stesso Veronesi, Casarin, che era con lui, e Ndiaye, impegnato con il Senegal, non si sono mai fermati. «Non abbiamo perso la dimensione-partita, che comunque è sempre un piccolo vantaggio», commenta il bresciano.

La sfida con la Germani
La Germani ricomincerà invece il 15 marzo, dopo il riposo di questo turno, proprio sul parquet del PalaRadi di Cremona. «La Pallacanestro Brescia avrà meno ritmo partita, ma è anche una delle squadre più esperte del campionato e penso saprà gestire questa situazione – sottolinea l’ex giocatore di Sassari –. Noi, però, avremo la spinta del nostro pubblico e per me è sempre una gara speciale. Ci saranno la mia famiglia e tanti amici tra il campo e gli spalti».
Nel frattempo, le quotazioni di Veronesi, che sta viaggiando a 10.2 punti in quasi 25 minuti di media, sono in costante crescita. E si rischia che il tanto atteso ritorno a Brescia non sia così vicino. «Non c’è nulla di nascosto nella mia volontà di tornare un giorno a giocare nella mia città e sarò felicissimo quando dovesse accadere, ma ora mi voglio concentrare solo sul campo – conclude Giovanni –. Mi sono ripromesso di non pensare al mercato, manca ancora una bella fetta di stagione e voglio fare il meglio possibile con Cremona. Poi, a giugno, penseremo anche al futuro».
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