Moss, ieri e oggi: «Germani, se lo vuoi con questa mentalità tutto è possibile»

Quel viaggio in «prima classe» atteso da oltre un lustro, 2.135 giorni dopo quella vittoria dopo un tempo supplementare sul campo di Avellino il 28 gennaio del 2018 che valse il primato in solitaria (davanti proprio ai campani, Venezia e Milano), la Germani grazie al successo dei record contro il Banco di Sardegna Sassari, ritrova quella vetta in solitaria che fa sognare.
Un «back to back» speciale per coach Magro, allora assistente di Diana, ma soprattutto per David Moss, a quel tempo capitano e oggi nello staff tecnico.
Brescia è tornata una splendida regina: «Questa cosa mi rende orgoglioso – attacca Moss-: è davvero bello aver vissuto certi momenti e poterli vivere oggi in un ruolo diverso. Per me questa è una grande opportunità. A questi livelli, poter allenare questi giocatori è una cosa bellissima. Tutti pensano di sapere tutto e di avere tutte le risposte ma sono in pochi disposti a lavorare in modo giusto. Ogni squadra ha il suo talento, la nostra forza è la mentalità, quella che tutti i giorni durante gli allenamenti mettiamo sul campo. I ragazzi stanno lavorando tanto e credetemi, non è una frase di circostanza. Tanto che questo risultato non mi stupisce».
Le sensazioni
Dice ancora Moss: «Non c’è nessun segreto, se siamo qui perché abbiamo lavorato ogni giorno con la giusta intensità. Tutto ciò mi rende ancora più felice di essere sempre qui». Risultati che iniziano a far sognare in grande i tifosi di questa Germani, una squadra che ha questo punto non si deve porre limiti: «Non si può mai sapere nello sport dove si può arrivare, tuttavia è importante continuare a coltivare i desideri e sognare. Quel sogno che per noi significa provare ancora una volta a giocare per la Coppa Italia, lo scudetto e la possibilità di poter tornare a giocare in competizioni europee. Possiamo arrivare fino alla fine. E se vogliamo davvero arrivarci, allora tutto può succedere».
Nel «back to back» balza all’occhio un'altra curiosità, quel numero 8 vestito da Marcus Landry, vera e propria stella di quella Germani, quel numero che da tre anni indossa un'altra star, Amedeo Della Valle che proprio in questa stagione ha ereditato i galloni di capitano lasciati proprio da David Moss: «Giocatori formidabili, conosco Amedeo da tanto tempo e posso dire che è un giocatore in costante miglioramento. Non voglio prendermi meriti (proprio Della Valle dichiarò il giorno dell’investitura a capitano di ispirarsi a Moss, Kaukenas e Markoisvili, ndr), ma posso dire che in questi ultimi due anni ho visto una grande crescita a livello di leadership in lui. Sapere di essere tra i suoi modelli mi fa onore, così come Manuchar, lo ringrazio tanto. Fare il capitano non è facile, devi avere una mentalità aperta e le giuste parole, Amedeo sta dimostrando di avere queste caratteristiche».
Sogni e desideri, sportivi e di vita per David Moss: «In futuro io al posto di Magro? In questo momento non riesco ad immaginarlo - ride- ora il sogno rimane quello di avere un passaporto italiano, Brescia è la mia città, qui c’è il mio grande amore: mio figlio. Amo questo posto perché è ricco di possibilità, non ti regala niente ma ti insegna che se vuoi tutto è possibile, Brescia è questa. Una città che lavora, che si sacrifica, lo sanno anche i ragazzi ed è su queste basi che dobbiamo continuare il nostro percorso».
Cinque anni dopo, David Moss con quell’abito elegante e senza sneakers da gioco, vive quel sogno come se fosse ancora in campo, come prima, più di prima.
@Sport
Calcio, basket, pallavolo, rugby, pallanuoto e tanto altro... Storie di sport, di sfide, di tifo. Biancoblù e non solo.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
