Basket

Da Lonato alla Gardonese fino agli Usa: il «volo» di Malagnini

Giocherà un anno in Indiana con la maglia della Vinceness University nel campionato Njcaa Division I: «Felicissimo»
Lorenzo Malagnini - © www.giornaledibrescia.it
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Come per un astronauta mettere piede sulla luna. È questa la sensazione che ogni cestista prova quando arriva negli Stati Uniti: se poi lo fa con in tasca un contratto per giocarci, si tratta di un sogno che diventa realtà.

Un po’ come quello che si realizzerà a breve per Lorenzo Malagnini, che ad agosto partirà alla volta della Vinceness University per prendere parte al campionato di Njcaa Division I di basket. Per il lungo ventenne, che ha trascorso l’ultima stagione alla Migal Gardonese in serie B Interregionale, è il coronamento di un percorso partito da Lonato, suo paese d’origine.

Cammino

«Ho iniziato a giocare nella squadra di casa, poi arrivato in Under 15 mi sono spostato a Mazzano e qui sono stato notato dall’Academy della Pallacanestro Brescia». In maglia Germani Lorenzo ha poi giocato – brillando anche durante la Next Gen Cup – fino alla scorsa stagione, quando a settembre ha firmato alla corte di Perucchetti per una stagione a Gardone Valtrompia.

«Ero già stato contattato ad inizio stagione da Hoopers Bridge, un’associazione che si occupa di fare da ponte con l’estero per atleti italiani – spiega –: avevano visto alcuni miei highlights in Next Gen, ma io ho preferito aspettare. Verso febbraio, però, ho deciso di provarci, li ho ricontattati e loro hanno preparato un video con alcune mie schiacciate: i primi a dimostrare interesse sono stati proprio coach Todd Franklin e Brian Davis della Vinceness University. A loro se ne sono aggiunti altri, ma io ho scelto di andare in Indiana».

Trailblazer

I Trailblazer, vincitori per quattro volte del titolo nazionale, l’ultima nel 2019, si sono dimostrati «una squadra competitiva e con un buon progetto alle spalle. Cercavano giocatori dallo spiccato atletismo, e lunghi che sapessero giocare anche nel pitturato: è quello su cui mi sono allenato quest’anno con coach Perucchetti, quindi la decisione è stata davvero semplice». La proposta statunitense è stata quella di un anno di borsa di studio, nella speranza che la stagione diventi trampolino di lancio per altri college, nei quali «da qualche anno gli atleti vengono pagati, il che mi permetterebbe di vivere di quello che faccio».

Come ha reagito chi le sta accanto? «Sono tutti felicissimi, la mia famiglia sta già cercando i biglietti aerei per venire a trovarmi a Natale. Il primo commento? Da mio padre – sorride lui –: mi ha detto “Occhio, che in Indiana ci sono i tornado”. Speriamo non sia una gufata. Anche a Gardone i miei attuali compagni sono stati davvero entusiasti per me: mentre qualcuno di quelli nuovi ha già iniziato a seguirmi su Instagram».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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