Germani, la Virtus Bologna resta l’ultima bestia nera

Dopo i sei ko di fila con i fortissimi emiliani, è chiaro che l’ultimo gap da colmare sia proprio con loro
Coach Matteo Cotelli durante il match contro la Virtus Bologna - Foto New Reporter Checchi © www.giornaledibrescia.it
Coach Matteo Cotelli durante il match contro la Virtus Bologna - Foto New Reporter Checchi © www.giornaledibrescia.it

Il punto è uno solo. La Virtus Bologna vince il big match con Brescia perché dimostra, ancora una volta, di essere costruita per questo: vincere. Non solo per qualità del roster o profondità delle rotazioni, ma per mentalità, abitudine, gestione dei momenti. La sensazione emersa dal parquet è stata chiara e costante lungo tutti i quaranta minuti. Brescia c’è stata, ha lottato, ha provato a restare agganciata alla partita, ma ogni volta che l’inerzia sembrava poter davvero girare, la Virtus ha trovato il modo di rimettere ordine e distanza, spegnendo sul nascere ogni tentativo di rientro.

Pazienza e solidità

Il gruppo guidato da Matteo Cotelli ha dato il massimo. Ha difeso con attenzione e intensità, cercando di togliere riferimenti a una squadra che vive di ritmo e soluzioni multiple. In attacco ha provato con pazienza a scardinare la miglior difesa del campionato, affidandosi al gioco collettivo, alla circolazione di palla e alla ricerca del miglior tiro possibile. Più volte Brescia è riuscita a rifarsi sotto, a ridurre il gap, a dare la sensazione di poter rientrare definitivamente in partita. Ma puntualmente è stata rispedita indietro da una Virtus capace di colpire nei momenti chiave, senza mai perdere lucidità e controllo. Nella pallacanestro, come in qualsiasi altro sport, bisogna sempre fare i conti con l’avversario. E Brescia, per la seconda volta in stagione, si è trovata di fronte una Bologna semplicemente più pronta, solida e matura.

La Germani pronta a rialzarsi - Foto New Reporter Checchi © www.giornaledibrescia.it
La Germani pronta a rialzarsi - Foto New Reporter Checchi © www.giornaledibrescia.it

Spina nel fianco

È la sesta sconfitta consecutiva in gare ufficiali contro gli emiliani. Le Vu Nere restano l’unica squadra che, nonostante il passare degli anni e il cambio degli interpreti, continua a trovare con continuità la chiave giusta contro la Germani. Succedeva con Alessandro Magro, è proseguito con Poeta – ultimo comunque ad aver portato i biancoblù al successo con Bologna –, accade ancora oggi con Cotelli. Cambiano i sistemi, cambiano i protagonisti, ma Bologna sembra avere sempre una risposta al piano partita bresciano, come se conoscesse in anticipo le contromosse. Forse anche la quasi esclusione dall’Eurolega ha avuto un peso, compattando l’ambiente e spostando tutto il focus sul campionato. Se così fosse, quello compiuto dalla Virtus è uno step mentale evidente, uno scenario destinato a complicare i piani non solo di Brescia, ma di tutte le pretendenti al vertice.

Gli scatti di Germani-Virtus Bologna
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Gli scatti di Germani-Virtus Bologna

Il viaggio

Ma è quindi davvero tutto da buttare? Assolutamente no. Il percorso della Germani resta fin qui un capolavoro. Arrivare al diciottesimo turno con appena tre sconfitte è un bottino che solo qualche stagione fa il pubblico bresciano poteva al massimo sognare. È la fotografia di una squadra solida, continua, credibile, capace di stare stabilmente nelle zone alte della classifica e di confrontarsi alla pari con chiunque. Serve allora continuare a sognare in grande, senza perdere il sorriso. Quel sorriso richiamato nel post gara e rilanciato anche da Cotelli, perché la crescita passa dalla capacità di riconoscere il valore dell’avversario e trasformare una sconfitta in un passaggio di maturazione. Il cerchietto rosso ora va messo lì, su quel logo con la V che sul calendario continua a incutere rispetto. Perché è proprio da queste sfide che passa il vero salto di qualità. Magari già dalla Final Eight di Coppa Italia. Ritrovarsi a Torino significherebbe, a parti invertite di tabellone, finale. E proprio in una finale di Coppa era arrivata la più grande impresa contro Bologna. Una notte rimasta nella storia. Chissà che il destino non decida di far girare di nuovo la ruota, regalando a Brescia un’altra splendida pagina di pallacanestro.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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