Germani tra Varese e Coppa Italia: la centralità della «questione ritmo»

Il passato più recente dice ko, meritato, con la Virtus Bologna, lunedì scorso, al PalaLeonessa, 87-79. Il presente più immediato significa trasferta – insidiosa – a Varese, dopodomani, sabato 14, alle 18.15, per la gara valida per la ventesima di regular season, quinta di ritorno. Il futuro della Germani è la Final Eight di Coppa Italia, al via mercoledì 18, alle 18, a Torino, contro Udine (quarti di finale). Il futuro anteriore, dopo la pausa di campionato, sarà all’insegna di un altro obiettivo. Ossia difendere la posizione in classifica (al momento la Pallacanestro Brescia è seconda, a parti punti, ossia 30, con la capolista Bologna, ma sotto per scontri diretti), per ottenere il miglior posizionamento in vista dei play off.
Ostacoli
Gli ostacoli più pericolosi su questo cammino? Le trasferte di Venezia contro la Reyer (è a -4, ma ha già osservato il turno di riposo) il 12 aprile e quella a Tortona (quinta a 22 punti, il 3 maggio). Un altro possibile ostacolo è il mega-stop che i biancoblù vivranno tra la fine della Coppa Italia (ci si augura sia il più tardi possibile) e la ripresa del campionato, dato che in mezzo ci saranno tanto la pausa per le Nazionali quanto il turno di riposo obbligato per via del fatto che Trapani è stata estromessa dal campionato. Gestire quel periodo di inattività prolungato (la Germani tornerà in campo solo il 15 marzo, a Cremona) sarà molto delicato, specie dal punto di vista mentale.
Collegamenti
Intanto, c’è qualcosa che collega la partita con la Virtus Bologna, la prossima con Varese e il futuro - in generale - della squadra. Detto della giustizia del ko con i bolognesi, Brescia sa che per sorprendere le big deve (anche) saper alzare il ritmo. Correre tanto, colpire in transizione, trovare più canestri da tre (lunedì le percentuali sono rimaste basse nei momenti chiave della partita, e si sono alzate solo quando la gara era già indirizzata). Al contempo, la prima vera natura dei biancoblù si basa sulla costruzione di un flusso d’attacco non forsennato. Della Valle e compagni non sono né lenti né veloci Di norma giocano con intelligenza e sanno costruire vantaggi condividendo il pallone o sfruttando la visione e l’esperienza dei propri uomini più navigati.
L’alternativa, si diceva, è provare a mettere il turbo. Il giocatore che, in teoria, potrebbe aiutare sotto questo punto di vista è Massinburg, che – però – fin qui risulta essere «il grande assente» di questa prima (e oltre) fase di campionato. Martoriato dai problemi muscolari, si sta ritrovando con un po’ di lentezza e con una certa incostanza.
A Masnago
Intanto, dopodomani, c’è Varese a Mansago. Brutto posto, sempre, nel quale giocare. Ambiente infuocato. In un campionato con una sola retrocessione, l’Openjobmetis (dodicesima a 12 punti) può essere relativamente serena, dato che ha 6 punti di vantaggio sulla zona salvezza. Si tratta della classica squadra che, ad esempio, corre e tira. Gioca a ritmi alti. La Germani può provare a domarla presentandosi nella propria veste «scafata», ossia «addormentando» la partita nei momenti giusti. Al contempo, potrebbe essere chiamata a «somigliare» ai biancorossi in futuro. Magari già in Coppa Italia. Sfoderando l’arma della velocità che può sorprendere quelle grandi (vedi Bologna) che a difesa schierata rischiano di «ammazzarti».
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